domenica 16 maggio 2021

Coltivare l'ironia Settimo Paragrafo Friedrich Nietzsche,






Friedrich Nietzsche, L'antipasto. Mal di stomaco del Cristianesimo, Adelchi 2021 - Poco prima di sprofondare nella celiachia definitiva e finire i suoi giorni in un centro vegano torinese, Nietzsche scrive questa incandescente opera di denuncia contro la deturpazione operata dal Cristianesimo ai danni della dieta originariamente difesa da Gesù, “il quale aveva invero trasformato l'acqua in vino, a differenza dei preti, che ci hanno imposto il merluzzo insipido al posto della salsiccia". 

Radicalizzando quanto già sostenuto in "Al di là del pepe e del sale", Nietzsche afferma qui che il vero Antipasto profetizzato nell'Apocalisse è il Cristianesimo, nel cui nome il ricco menù a tre portate predicato dal Figlio di Dio è stato sostituito con un beffardo e misero stuzzichino, che ci ha lasciato con lo stomaco vuoto e la coscienza sporca. Ragion per cui, conclude il filosofo, “bisogna tornare all’Ortaccio” – la sua osteria preferita, “dove fanno una peperonata che è ‘ nu bbabbà”.

sabato 15 maggio 2021

Coltivare l'ironia Sesto Paragrafo Giorgio Manganelli e il PD





Giorgio Manganelli, Le interviste impassibili, Adelchi 2021 - Dopo aver intervistato alcuni illustri defunti dell’umanità, da Tutankhamon a Dickens e Marco Polo, Manganelli decide di intraprendere un’impresa ancora più ardua: intervistare i segretari del P.D. 

La faccenda si fa più complicata del previsto quando Manganelli si accorge che prerequisito fondamentale per governare il P.D. è l’incapacità di comprendere una domanda, a cui corrisponde una sorta di impassibilità cognitiva nella formulazione della risposta. “Quando da vivo ho parlato coi grandi morti del passato – osserva Manganelli – ho registrato soltanto qualche sinistra qualità della vita, e fu un’occasione per ridere; parlando da morto con questi segretari, invece, si finisce sempre dal lato destro del problema, dove la solitudine è assoluta”. O per riprendere un celebre aforisma di Bersani, “è più facile trovare una macchia di leopardo nel culo di una balena, che una frase di sinistra nel nostro programma elettorale”.

venerdì 14 maggio 2021

Coltivare l'ironia Quinto paragrafo Marx ed Engels



K. Marx-F. Engels - "Ittiologia tedesca", Mompiani 2020 - In quest'opera giovanile, Marx ed Engels presentano un'analisi dettagliata della fauna marittima del Baltico e del Mare del Nord, accompagnata da una raccolta di sfiziose ricette a base di aringhe, merluzzi, passere di mare e sgombri. Gli autori muovono una critica serrata nei confronti delle scarse abilità culinarie degli esponenti della sinistra hegeliana, che profondono tante energie nella critica della religione e poi non sono buoni a preparare dei filetti di aringa saltati in padella. Particolarmente incisivo il capitolo dedicato a Feuerbach, che si conclude con la celebre sentenza: "i filosofi si sono accontentati delle scatolette di tonno, ma è ora di mettersi a cucinare". Il libro (che contiene molti degli spunti poi rielaborati nell'opus magnum "Il capitone") viene oggi pubblicato in una nuova edizione a cura di Diego Fuffaro, che in sostanza ripropone la vecchia traduzione degli Editori Riuniti impreziosita da una sintassi involuta e dall'uso di parole buffe come "plusgodimento" e "turbocapitalittico".

giovedì 13 maggio 2021

Coltivare l'ironia Quarto paragrafo Sigmund Freud





Sigmund Freud, Psicopatologia della vita in quarantena, Bolliti Boringhieri 2021 - Nel 1901 Vienna viene colpita da un’epidemia di cocaina passata alla storia come Coca-19. Per tre mesi i viennesi sono costretti a restare in casa senza vedere nessuno e a sniffare soltanto caffè, e le loro abitudini cambiano drasticamente. Freud, tra una tazzina e l’altra inalata sul divano in salotto, si accorge che ad essere cambiate non sono soltanto le cose che faceva, ma soprattutto quelle che non faceva. Per esempio, non si metteva più le dita nel naso, quando ruttava teneva almeno un metro di distanza dal suo paziente e ogni tanto si scopriva a dire proverbi mezzi storpiati, come “Buon viso a cattiva mascherina” o “Alla sera leoni, al mattino arancioni”.

In seguito ad attente autoriflessioni psicanalitiche, Freud intuisce che dopo mesi passati in zona rossa il suo inconscio aveva rimosso l’amaranto e le sue variazioni cromatiche dalle proprie percezioni coscienti. Per recuperarlo, bisognava tornare al bianco della neve. Cosa che Freud fece con dispendio di fiato e di studio, che gli permise infine di formulare nel 1923 la sua famosa teoria dell’Es daltonico: “Perché ognuno di noi, come tutti i viennesi d’altronde, ha avuto almeno un bisnonno coi mutandoni bordeaux”.

martedì 11 maggio 2021

Coltivare l'ironia Terzo Paragrafo Dante Alighieri




Dante, L’Indovina Commedia, a cura di Antonella Elia, Mompiani 2021 - Opera cardine della cultura medioevale, L’Indovina Commedia diventerà in seguito l’insuperato modello dei quiz televisivi che ossessioneranno la coscienza moderna, in particolare quella italiana. 

Dante aveva infatti proposto un gioco capace di intrattenere generazioni di inquisitori e libertini, studenti e casalinghe, operai e anacoreti, tutte e tutti appassionatamente inchiodati al destino dei tre concorrenti della “Comedia”. In palio non c’erano soldi, ma la beatitudine eterna, e funzionava così: ogni concorrente doveva rispondere a undici domande relative al peccato; chi ne sbagliava più di cinque finiva all’inferno, gli altri proseguivano nel Purgatorio, dove una nuova serie di undici domande sulle buone intenzioni li aspettava; chi ne sbagliava più di tre restava dov’era, gli altri proseguivano nel Paradiso, chiamati a risolvere undici dilemmi sulla provvidenza divina. Qui non erano ammessi errori, tant’è che alla prima risposta sbagliata compariva una donna angelica che diceva al concorrente “ti vedo più come un profeta” e lo invitava a tornare a casa. 
Al termine della prima e unica edizione della “Comedia”, all’Inferno c’erano finiti tre papi, sette cardinali, quindici cavalieri, ventidue monache e settantatré frati. Preoccupata, la Santa Sede interrompe il programma e lo affida al predicatore Michele Bon Novella, che subito lo rinomina il “Cerchio della Fortuna”: adesso si giocano soldi, l’inferno è abolito, e i concorrenti sono quasi tutti laici. È un successo strepitoso, ma a questo punto la Chiesa è preoccupata per l’eccessiva presenza di candidati pagani. Quando un’amazzone vince il primo premio nella serata più importante, la faccenda diventa una questione di Stato e il Papa accusa Bon Novella di essere un eretico. Infamia da cui il conduttore si difende egregiamente, ricordando che le amazzoni si guadagnarono il paradiso da tempi immemori poiché “vinsero molti demoni grazie alla loro foga”.

lunedì 10 maggio 2021

Coltivare l'ironia- secondo paragrafo Biancaneve



Machiavelli, La principessa, Inaudi 2021 - Con la consueta lungimiranza dei filosofi, nel 1514 Machiavelli scrive un disincantato saggio di denuncia contro la versione cinematografica di Biancaneve proposta dalla Disney. Secondo Machiavelli, infatti, Biancaneve non è realmente addormentata al momento del bacio, ma volutamente si fa trovare in quello stato per far sì che il principe la baci prima e la sposi poi. Perché? Ma chiaro, per diventare principessa, “dato che il fine giustifica i mezzi, che non c’è mica sempre bisogno di accoltellarsi alle spalle come fanno i donzelli”. 

Ad ogni modo, conclude Machiavelli, Biancaneve e il principe vissero infelici e scontenti. Finché Biancaneve abbandona il castello e si unisce al G.I.N., Gruppo Internazionale dei Nani, per fare la rivoluzione e combattere le multinazionali delle mele. Tutto questo sempre nel 1514, ça va sans dire.

domenica 9 maggio 2021

Coltivare l'Ironia... Primo Paragrafo Martin Heidegger




M. Heidegger, "Tessere e tempo", Adelchi 2015 - Dopo aver impiegato 650 pagine per giungere alla conclusione che tutti dobbiamo morire e che l'essere si dà nel tempo, Heidegger passa in rassegna diversi modi in cui l'esserci può (per legittima difesa) cercare di ammazzare il tempo. Dopo aver rifiutato il Monopoli (espressione del dominio della tecnica) e il gioco dell'oca (interessante per quell'idea di ritorno al principio, ma eccessivamente compromesso con la metafisica), il filosofo conclude che non c'è niente di meglio di un bel puzzle. Il puzzle richiede solo due elementi: le tessere (parola che contiene la radice "essere", che ci sta sempre bene) e il tempo (solitamente indicato sulla confezione, ma Heidegger si accorge ben presto di riuscire a completare in poche settimane puzzle che riportano l'indicazione "da 6 a 8 anni"). La sua fase puzzle dura fino al 1933, quando - nel celebre discorso rettorale all'università di Friburgo - afferma con forza che il destino del popolo tedesco è il Risiko