venerdì 5 giugno 2026

2 GENNAIO 2020 ANGELO D'ORSI-Auguri a tutti noi. O detto altrimenti, a coloro che condividono questi pensieri…




“Per la persona onesta, il solo posto giusto in una società ingiusta, è la galera”. Ecco il pensiero, di Henry David Thoreau, il grande teorico della disobbedienza civile (correva l’anno 1849), da lui proposta come arma di lotta contro il potere ingiusto: un pensiero che mi ha attraversato la mente alla notizia dell’arresto di Nicoletta Dosio, e del suo trasferimento in carcere. Non mi pare di dover aggiungere altro, se non che Nicoletta Dosio ha dato una lezione a tutti. Cerchiamo di farne tesoro, in questi tempi amari e difficili che stiamo attraversando e che, con il 2020, dubito potranno migliorare.

Ma il nostro dovere, il compito che dobbiamo assumere sulle nostre spalle, se vogliamo essere dalla parte degli umiliati e offesi di dostoevskiana memoria, degli schiacciati dai grandi potentati finanziari, degli oppressi da mille forme di ingiustizia, il nostro dovere è resistere, e quando possibile contrattaccare, lavorando sul lungo periodo, studiando e organizzando la contro-egemonia, dal basso. Con tutte le conseguenze, spesso pesantissime, come la galera, pressochè inevitabili in una società fondata sul rovesciamento dei valori: i giusti in prigione, i gaglioffi a piede libero; i cialtroni politici che occupano permanentemente ogni spazio di comunicazione, mentre le persone serie sono obbligate al silenzio; gli asini sulle poltrone ministeriali, i competenti a subirne le volontà; gli ultra-ricchi che si arricchiscono incessantemente, i poveri che si impoveriscono, penosamente…

Occorre, dunque, essere consapevoli che i comportamenti, personali e politici, fondati sul rigore morale, sulla serietà politica, sulla coerenza intellettuale, sono destinati alla sconfitta, probabilmente, la sconfitta di chi combatte ad armi impari: loro forse vinceranno e se vinceranno sarà perchè “hanno la forza”, ma non la ragione, come un altro grande filosofo e scrittore, Miguel de Unamuno ebbe a dire (era il 12 ottobre 1936) quando una masnada di fascisti, al comando di Millan Astray, complice di Francisco Franco, assetati di sangue, desiderosi di distruggere e ostentare la propria ignoranza, fecero irruzione nell’aula magna dell’Università di Salamanca, una delle più antiche del mondo, di cui Unamuno era rettore, urlando “Viva la muerte! Abajo la inteligencia!”. Unamuno si salvò per un soffio dal linciaggio. Fu destituito e morì, davvero di dispiacere, la sera del 31 dicembre, di quell’anno.

Due insegnamenti importanti e trascurati, quelli di Thoreau e di Unamuno, di cui Nicoletta Dosio con la sua coerenza ci restituisce se non l’attualità, certo la necessità: una difficile necessità, ma solo esempi alti ci possono aiutarevivere onorevolmente, e a combattere senza paura. Lavorando magari non con la prospettiva di essere tra i vincitori dell’oggi, ma nella ferma convinzione di esserlo domani. Almeno idealmente, perché molti di noi, certo chi scrive, quel domani non lo vedranno. Ma questo non deve indurci ad abbandonare l’impegno e la lotta. Il nostro motto deve essere lo stesso lanciato da un giornale realizzato clandestinamente da un manipolo di uomini a Firenze, nel 1925, contro il fascismo trionfante: “Non mollare”.

Auguri a tutti noi. O detto altrimenti, a coloro che condividono questi pensieri…


[Post su Facebook, del 31/12/2019]


https://angelodorsi.wordpress.com/2020/01/02/non-mollare/


PS immediate notizie sul Prof. Angelo D'Orsi 

https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_d%27Orsi


notizie su Nicoletta Dosio 

https://www.lindipendente.online/2024/06/03/i-giudici-rimandano-ai-domiciliari-nicoletta-dosio-simbolo-della-lotta-no-tav/

giovedì 16 aprile 2026

Dal mio Archivio giugno 2024 --Alessandro Bergonzoni: “Disconoscere sovrumanum est”



Alessandro Bergonzoni: “Disconoscere sovrumanum est”

Migranti, suicidi in carcere, soprusi. Lo sfogo dell’attore e drammaturgo. Alla sua maniera


***

E allora continuo a disertare. Non solo da ogni guerra in corso, passata, presente e futura, ma a disertare da uomo: voglio diventare qualcos'altro da quello che significa questa “parola”, da ciò che vedo, subisco, mando giù e costringiamo altri ad ingoiare, rospi che non siamo altro.Cristo non si rifarebbe più uomo per (il) niente al mondo. Adesso toccherebbe a noi: (re)incarnarci, nell'Uomo, anche se ora come mai, potremmo e dovremmo tornare Dei di noi stessi, noi divinità sovrumana, dato che ciò che siamo, non è né l’uno né purtroppo l’altro.


Di pancia, che si, va dal torace al bacino comunque zona detta “vita”, ma comprendendo anche ventre, dove si tengono in grembo nuove esistenze, e dove c’è, in soccorso o insieme al primo cervello, il secondo cioè l’indestino; di “pancia” dicevo, ho molta voglia anche di disconoscere.Disconoscere ogni mia fraternità paternità autenticità veridicità eternità nei confronti .Di quelle trasmissioni (di contagi) che altro non trasmettono; non voglio più conoscere quelle cravatte, i completi, gli orecchini, le riprese sulle scarpe décolleté e sui tailleur, sui trucchi pesanti, sulle labbracadabra a forme e reti unificate, sui partitismi appassiti, sulle inquadrature dal basso, dall'alto, del famoso conduttore (anche se il conduttore più importante di sempre é solo il rame), che intervista altri conduttori che lanciano le loro trasmissioni, con altri uguali, e coi comici di turno, perché si applauda a sfinimento e a comando, col capo claque anni sessanta, e risate forzate.


Non voglio continuare a conoscere altri sfondi sfondamentali, tra ninnoli, quadri, piante e sui libri, presentati ogni volta con le immagini in sottofondo di tutti i tipi di feriti, violati, o sciagure naturali e innaturali. Compagnia di giro sbraitante, messa sacrilega celebrata e decelebrata, da palinsesti settimi e ottavi con ennesimo mercato delle figurine o delle figuracce.Tra strilli ed urla, che non assomiglieranno mai nemmeno lontanamente a quelli dei lasciati annegare o dei rinchiusi, torturati nei Cpr, pure nelle nostre galere. Odio od audience? Social, Sms, Twitter, Instagram, Telegram e altri a-social, abens, minus abens… Belve, iene, capri espiatori, vacche magre, cinghiali, porcellum, cani salvati (loro sempre e ci mancherebbe), gattini e (premie)ratti…Diserto dai nauseabondi “Mi faccia finire”: infatti i migranti e i carcerati li facciamo finire di continuo: forse non li abbiamo visti partire ne arrivare ma solo perire….“Io non l'ho interrotta lei sì...” Infatti. Continuiamo ad interrompere l'esistenza di milioni di persone per cielo, per mare e per terra, senza mai pronunciare la parola “scusate”, “perdono”, o “mi vergogno”.

Il minuto d’oro? Ê quello dove si vende, altrimenti non ci si mantiene (e non si perpetra il serial infinito del restare in video), nolenti o volenti; dove si pubblicizza ogni cosa con ossessione, fino allo sfinimento di chi guarda e tace. Non sentiamo i rumori molesti delle litigate pagate, dei fuori onda, in contrasto con quelli “in onda”, che sprofondano nel mare, ma per ogni talk solo mar della cronaca e delle statistiche? (per questo si auto nominano tutti statisti?).Malati di ascolti ma i nostri stessi, non quelli di chi non sente ragione e viola, umilia, manganella, scaccia (bombardieremente) popoli dalla e della terra.


Non vedo più interesse agli ascolti di chiunque da anni si suicida e soprattutto suicidiamo in galera, o di chi chiede di riamar 'sta terra, tra crepe, crepati, laghi artificiali e dintorni allagati, tra raccoglitori da poco e di poco, che chiamiamo braccianti, finché non si amputano e diventeranno mai più neppur abbraccianti, (e se lo vedo, l’interesse, ha la durata del fatto appena avvenuto, della cronaca spicciola, pronta ad essere dimenticata e sostituita da altri avvenimenti del giorno con quella foga di chi ha avuto lo scoop per primo).


Ma non era d’oro il silenzio? Allora siamo ricchissimi... Lo è il silenzio di corridoio (raramente umanitario), lo è quello di certe fedi, di troppi governanti, di carceri e carcerieri, e di tutti i mafiosi d'ogni genere: delinquenzial- politico-industriale, appaltante lobbista europeo o mondiale, vera patologia pandemica reale.Ma non quella dei Reali, ma quella di tutti gli altri noi, veri e reali, non quella di un tessuto principe di Galles o delle sue spose barbose e trendy, ma quella di chi non si affaccia da nessuna carrozza per dire che ce la farà e che un tumore lo vincerà, tra una foto ritoccata e una parata, tra un outing di un famoso e l’altro. Si, sono re-torico, ma anche re-sponsabile e re-frattario ad una monarchia (più mona che archia), finita e sfinente, da tabloid in ghingheri del ben amato nulla, per esempio in una nazione “democratica” che detiene da cinque anni un Assange in cella di isolamento (però scandalizzata e irata per per un Navalny buttato in Siberia e avvelenato), che vuole mandare in detenzione in Ruanda “reali” esseri umani, che chiedono di non essere sudditi di paesi dittatoriali, né schiavi in terra d’accoglienza, che li dovrebbe vedere ospiti graditi o almeno “empatiti”, di ritorno da un colonialismo irreale più che Reale.



Ma gli “ospiti” per antonomasia son ancora e sempre quelli a cui le televisioni fanno ponti d’oro per battibeccarsi, apparire, e far sparire chi chiede, chi scongiura di non farsi più abusare . E il permesso di soggiorno resta un sogno-incubo per chi ne avrebbe diritto e per noi, che abbiamo il dovere di realizzarlo, non concederlo come un favore.Ma intanto diamo il diritto-piacere di salotto in tutte le tv a chiunque, non quello di soggiorno, umile o minore, agli aventi diritto; diamo il permesso di cucina ai cuochi fatui e solo il diritto di cantina a lavoratori asiatici o in nero, per chi produce merce firmata a costo, sicurezza, zero.Un bel calcio che certe nazioni (anche europee) come la nostra, fatta appunto a stivale, danno nel culo di chi non vale finché, ripulito ed educato ai nostri usi costumi e soprattutto divise, non diventi forza lavoro, da usare, nel bene e nel male.


Tutto è europeo: gli europei di calcio, che alienano l'attenzione dal concetto di patria e di bandiera, di fisico, di eroi, di campione (o meglio campioncino, di profumo, di denaro), di squadra e vittoria tra agonismi e agonie.Italia Albania, chi vincerà, mi han chiesto tempo fa; so solo che perderemo: uomini nel campo di detenzione, colpevoli di niente, perderemo la faccia (quale ormai? Di guance da porgere ne abbiamo due, di faccia una sola: persa quella restiamo quello che siamo, cioè di una sfacciata inumanità).Perderemo pietà, compassione, tenerezza, dignità, tutte “squadre” che si classificheranno nella serie A dei campionati dell’immondo, e noi i loro Ct.Nessuna piattaforma invece ci fa più vedere in diretta gli “europei di calci”, per l'arrivo in massa dalla “rotta”, come una testa e una gamba, balcanica dell'Avergogna.“NaveMaria Piena di oblò, guarda bene se vedi qualcuno che per una legge di morte non salverò”.


“NaveMaria piena di grazie, quei grazie di chi non annegheremo ma in terra porteremo, proteggi”.Siamo, quando va bene, un branco di efficienti, ma incapaci d’esser pazienti, competenti, compatenti, pensanti, immedesimanti nell’altro da noi: facciamo alcune volte la nostra professione, il nostro lavoro (sporco, buttando via sempre i bambini con l’acqua sporca che abbiamo prodotto e che faremo bere a loro), ma mai una anche piccola professione di “fede”, nei confronti di chi ci prega solo di non essere lasciato in balia di carnefici, magari vegani, “noleggiati” a caro prezzo da noi per carrarmare, trafficare, trattenere e non farceli vedere e per stare in pace ma non cercare mai la Pace.Umanità che non siamo altro, incapaci anche solo di brancolare nella luce, bombaroli, tombaroli, bancaroli, decimaroli, fregaroli, stracciaroli, vignaroli…

Sento già obbiettare: ci deve pensare la politica non l'informazione.Qualcuno riesce a distinguere le due cose ultimamente, a veder la differenza tra Camera e salotto, incontri di box e incontri al vertice? É che ci dobbiamo pensare tutti, sempre, perché si vota ogni giorno: quando si guarda una donna, un disabile, una madre orfana di madri, di mariti, di figli, un homeless, una morte bianca non più rara come una balena, ma quotidiana. Le donne che contano di più al mondo erano sulla copertina di una rivista: peccato non saranno mai quelle vere, Reali, che contano di più e davvero: che contano, dall’Afghanistan alla Siria, dalla Libia alla Russia, dall’Ucraina all'Iran, dalla Cina all'America, contano i loro parenti (di sangue ma non il nostro), che anzi non riescono nemmeno più a contarli tanti sono. Sì, parliamo sempre di futuro in ogni evento, eppure mai una volta di infinito, di eterno e di sterminato (unità dismisura) diventato stile d'estinzione continua e accettata.La nuova leva della politica?

Se non torna un Archimede, quella leva sommergerà il mondo, o lo solleverà sì, ma da ogni responsabilità, da ogni incarico, da ogni impegno, incapaci di essere il fulcro per sollevare questioni, irrimandabili. Oppure nuove leve, magari saranno quelle per far rifare il soldato, rimandare al fronte a farsi massacrare, per non sapere smettere di guerreggiare, sparare e far sparire.Cosa possiamo farci noi? Tutto! Mica possiamo portare il peso del mondo sulle spalle…Ma almeno di un qualsiasi Raimondo, di un Edmondo, un Sigismondo: li ho contati, e per esempio in italia con questi nomi, c’è ne sono più di trentamila, quasi il numero di morti in questi anni mesi, giorni, di palestinesi, ucraini, profughi e immigrati o detenuti: cominciamo da qui, magari con tutta quella bella moltitudine di studenti che riempie le piazze le università per le donne violentate, per la Palestina, ma mai, se non una minitudine, davanti ai naufragi e alle morie di Grecia, Calabria, Lampedusa, Sahara ,Messico Africa…

Non sono forse anche quelle vittime di guerra, fame, stragi, mine e miriade di raid all'ora?Aurora, dai, svegliaci.Gloria fatti da parte.Vittoria non ammalarci.Sua Sa(n)tità, che può e sa, continui a pregare non solo per noi, la nostra e sua salute, medititare sul fine vita per chi lo chiede, consapevole, tra atroci sofferenze, ma continui anche a far di tutto per convincere chi può fare una legge, sul non essere ammazzati, per chi non ci pensava neanche: milioni di bambine e bambini, di anziani che non vogliono finire l'esistenza in Svizzera, ma continuare a “vivere” nelle loro patrie (non solo galere), nei kibbutz, nelle chiese, nelle sinagoghe, nelle moschee, nelle scuole e negli ospedali da campo, quei campi profughi dove come fiori crescono in cattività poi vengono recisi, prima dalla falce umana e dopo, come un bilama, da quella della signora della morte, che magari lo fa almeno lei per compassione o pietà. La bomba atomica é già scoppiata nei nostri cuori spaccati da infarti muti, e da chissà quanto, nelle nostre anime , già fuse coi nostri cervelli e arse coscienze: cosa aspettiamo, che la “deterrenza” (parola che amputerei dal vocabolario, esistenziale, universale) smetta di servire come alibi, per sciogliere anche cielo, mare e terra, trattati, diritti, capelli, ossa, pelle e muscoli?Basta esserne consapevoli, non obbiettare, non ribellarsi a nulla.

Ma siccome non resistiamo a questo eccidio cosmico interiore ulteriore, allora possiamo dare il via a nuovi moti, non nuovi morti, per ricordare a chi detiene (e spesso dovrebbe esser lui detenuto) il potere, che con il nostro nuovo parere-volere, disconoscere, e non ultimo il nostro resuscitarci, non potranno più contare su tutti quelli che credevano di aver convinto, conquistato o messo a tacere, dopo la loro elezione parsa a tanti un po’ farsa.Uno vale uno? E mille? Mille valgono milioni anzi tutto!Perché l’economia, la finanza, oggi è basata sul conio del denaro con nuovi tagli “umani “:da 500 mila, morti, 100 mila, torturati, 50 mila, violentate, 10 mila, poveri, 5 mila e rotti, molesti dalla pedofilia. Tutti noi possiamo diventare nuovi agenti di “cambio (di dimensione)” e trasformare chiunque in “ valore” sonante, vivente, senziente, pensante, in sicurezza, senza rischi e con garanzia a vita.Utopia? Certo, incredibile ma non più impossibile e finalmente meravigliosamente creante.

Non so se e quando Dio, Allah, Maometto o chi si voglia venerare, ci giudicherà, non so quante vergini, angeli, purgatori e annessi danteschi ci (a)spettano, ma so che cosa ci dobbiamo intanto aspettare dalla terra e da certi di noi: una scossa di altitudo, beatitudo e magnitudo “forza tutto virgola tanto”.Il nostro organo di Protezione, non solo civile, ma febbrile, sociale, spirituale, culturale, ci invita alla campagna di prevenzione (non da prevenuti) ben più essenziale, rievoluzionaria ed epocale d'ogni campagna elettorale.Astenersi perditempo, perdivite, perdicoscienze, e intelligenze.E tutto questo di “pancia”Ps:“Poeticamente” invece, non visceralmente ,chiederei, fiumilmente, di non restar a guardare dalla riva i cadaveri passar, ma soccorrere questi trapassanti, per dar altra degna vita, mai più sepoltura, alle loro anime, in corpo mondo.

***

dalla sezione documenti della newsletter "ristretti orizzonti" in data 29  Giugno 2024

http://www.ristretti.it/commenti/2024/giugno/29giugno.htm

giovedì 13 novembre 2025

Dalle librerie di casa ..Abbasso i Chierici autore Ettore Falconieri - Milano 1995



Abbasso i chierici. Arringa di un incolto per una filosofia di tutti Falconieri Ettore- Archinto gli aquiloni1995 prima edizione  


 Dopo una sintetica analisi dell'evoluzione del pensiero umano, religioso e filosofico, si giunge alla conclusione che il pensiero contemporaneo vive di macerie del passato e trascura il futuro, suggerendo la necessità di una nuova filosofia: la filosofia di tutti. La filosofia, i ragionamenti e le speculazioni su umanità e universo sono sempre stati monopolio di pochi che si esprimono con un linguaggio incomprensibile che poco dice e nulla spiega. Ma nel mondo contemporaneo  un numero crescente di individui è artefice e responsabile della propria vita, del proprio futuro. Di conseguenza, ogni ipotesi, teoria, ideologia, ragionamento che riguardi l'uomo, il suo mondo, il suo fine ultimo, deve essere comprensibile a tutti e da tutti criticabile, accettabile, rifiutabile. 


"[...] con buona pace  di coloro che rimpiangono il buon tempo antico,allietato da roghi ed inquisizioni " pag 24


"[...]le litanie sul significato, sulla natura,sui limiti della conoscenza umana, su ciò che è reale e su ciò che è apparente, sono un'offessa alla razionalità del buon senso " pag 25


"[...]Anche perchè l'imposizione e il rispetto di regole e di leggi è più efficace se la loro violazione comporta, oltre alla punizione da parte del gruppo, l'ira e la condanna della divinità". pag 28


"[...] Non c'è bisogno di un potere, qualunque esso sia, che definisca ed imponga un codice di valori e credenze e di innovatori che quel codice vogliono aggiornare o modificare. Poichè potere ed innovatori coincidono: siamo noi, il volgo incolto " pag 40 


"[...] senza  nessuno che salga, non richiesto, in cattedra. Semmai ci venga spinto  con un guinzaglio al collo, per poterlo tirar giù in ogni momento" pagina 43

"[...] sostituire sacralità di antiche liturgie con quelle di assemblee  di cittadini" pag 47 

 


lunedì 20 ottobre 2025

I chierichetti imperiali..Terza Puntata.. il sito ufficiale del Patriarcato Ecumenico e Myriam di Nazareth

 



Il sito dell'Ecumenico Patriarcato di Costantinopoli è riscontrabile al seguente link

https://ec-patr.org/


Tra i vari settori del sito riscontro (nella traduzione italiana) due "perle "ecclesiologiche straordinaarie

a) l'autorefenziale autoproclamazione del Patriarcato come  "La Santa Grande Chiesa di Cristo"... Ovviamente mancano i parametri metodologici che possano giustificare tale affermazione. In Italiano l'espressione è violentemente esclusivista ed è la base di legittimazione del tentativo imperiale   del patriarcato per definirsi(ad oggi, solo all'interno della articolazione dei cristiani ortodossi) "primus sine paribus"...

b)...anche se-all'interno della cristianità tutta quanta-c'è già un primus sine paribus, vissuto come tale da tutta quanta l'espansione delle varie chiese locali della propria competenza specifica:il Vescovo di Roma che in quanto tale è il Papa. Ma è il papa,nel vissuto dogmatico della chiesa cattolica, non solo dei cattolici ma di tutta quanta la cristianità,seppur divisa e quindi anche del patriarcato ecumenico.. 

c) Qui, allora,  qualcuno o difetta seriamente in logica formale e quindi nei minimi fondamenti di base dell'esistenza o  sta barando oppure siamo "al cuius regio,eius religio".Il massimo di ogni bieco imperialismo...   Il cristianesimo svilito a religione civile...Qualcuno sostiene, ed io con loro, che questo svilirsi o essere svilito, è inevitabile nel cristianesimo realizzato a partire dall'editto di Tessalonica, infame editto. 


a1) per presentare l'elenco delle Diocesi..la sezione relativa viene denominata Province del Trono

Qualcuno ha dimenticato la seguente pericope evangelica...ha dimenticato? non credo proprio.. Diciamo che l'ha volutamente archiviata...  Il potere crea sempre da sè a se stesso la propria narrazione della storia che considera e proclama l'unica non soltanto vera, ma effettivamente vera, cioè realizzatasi. 

Ecco la pericope ( Lc1,46-55)

καθεῖλεν δυνάστας ἀπὸ θρόνων

καὶ ὕψωσεν ταπεινούς,

πεινῶντας ἐνέπλησεν ἀγαθῶν

καὶ πλουτοῦντας ἐξαπέστειλεν κενούς

***

deposuit potentes de sede, *

et exaltavit humiles;

esurientes implevit bonis, *

et divites dimisit inanes

***

Abbatte i potenti dai troni

innalza gli umili.

Ricolma di beni gli affamati

rimanda i ricchi a mani vuote.

***

ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

***

He has brought down the powerful from their thrones,

and lifted up the lowly;

he has filled the hungry with good things,

and sent the rich away empty.


scritto a Palermo il 29 maggio 1453

Giovanni Festa 

mercoledì 15 ottobre 2025

I chierichetti imperiali..Seconda puntata Elpidoforos arcivescovo primate chiesa ortodossa USA Patriarcato Costantinopoli




L'arcivescovo greco-ortodosso Usa dona Santa Croce a Trump: Ricordi Costantino il Grande

25 marzo 2025

(Agenzia Vista) "Attraverso la tua leadership, incarni i valori della nostra fede cristiana e dell’amore per il Vangelo. Mi ricordi il grande imperatore romano, Costantino il Grande". Così l'arcivescovo greco-ortodosso in America, regalando una Santa Croce al Presidente Usa Trump alla Casa Bianca


https://www.youtube.com/watch?v=TKMfZ5Z2gqw


https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/l-arcivescovo-greco-ortodosso-usa-dona-santa-croce-trump-ricordi-costantino-grande/AG8XeujD

***

Interessante ricordare che Elpidoforos  fino al giorno immediatamente precedente all'elezione di Trump per il secondo mandato presidenziale, non solo è stato " culo e camicia" con i democratici americani ma ha sposato tutte le iniziative a favore delle politiche di inclusione per i diritti civili, ha marciato per protestare contro le orrende uccisione di cittadini americani di colore da parte delle forze di polizia et similia...ed ora  elogia Trump in una  schifosa esaltazione della respublica christiana, l'imperium...



Pare che si sia autocandidato per l'elezione a patriarca dopo la dipartita di Bartolomeo e ha quindi necessità del nulla osta del dipartimento USA ed anche di quello del presidente turco Erdogan...

Insomma un politico di brutale spessore "doroteo"(si direbbe in Italia) che per essere tale ha ritenuto opportuno essere chierico e vescovo(nell'Imperium potrebbe aver ragione e "aver azzeccato " il percorso. 


Cosa non si fa per l'orgasmo del potere... !!! 


https://www.alamy.it/washington-stati-uniti-24-marzo-2025-il-presidente-donald-trump-parla-al-fianco-dell-arcivescovo-elpidophoros-dell-arcidiocesi-greco-ortodossa-d-america-durante-una-celebrazione-del-giorno-dell-indipendenza-greca-nella-sala-orientale-alla-casa-bianca-di-washington-dc-il-24-marzo-2025-il-presidente-trump-ha-firmato-un-proclama-che-riconosce-il-25-marzo-come-giorno-dell-indipendenza-greca-durante-l-evento-foto-di-samuel-corum-pool-abacapress-com-credito-abaca-press-alamy-live-news-image657759096.html

mercoledì 8 ottobre 2025

I nuovi chierichetti Imperiali.. Prima Puntata. Kiril di Mosca



Scrive oggi Marco Imarisio sul Corriere della Sera; «Alle nove del mattino, il patriarca Kirill ha fatto pubblicare un messaggio a “Sua Eccellenza, profondamente stimato Vladimir Vladimirovich”, augurandogli tra le altre cose, “forze inesauribili, una generosa assistenza divina e successi benedetti”, per poi addentrarsi in una analisi dell’operato di Putin tanto personale quanto spietata. “È gratificante constatare come in tutti questi anni, sotto la Sua guida, la Russia si sia incamminata sulla strada dello sviluppo sociale ed economico, superando le sfide del tempo, rafforzando la propria sovranità, le proprie potenzialità scientifiche, tecniche e militari, garantendo così la sicurezza nazionale e costruendo relazioni internazionali eque»


https://sebastianoisaia.wordpress.com/2025/10/08/culto-della-personalita-e-immortalita/

domenica 28 settembre 2025

Dalle librerie di casa CARLA MARIA RUSSO La sposa normanna



Palermo, 1185. Costanza d’Altavilla ha preso i voti ormai da molti anni e si è ritirata dal mondo. Quando viene chiamata al cospetto del re di Sicilia, non può immaginare che cosa lui le chiederà. Costanza è l’unica principessa di sangue reale ancora in vita e dovrà sposare Enrico di Svevia, il figlio di Federico Barbarossa, sancendo così un accordo tra il regno e l’Impero: il futuro erede avrà il controllo su un territorio vastissimo. Costanza non ha mai desiderato i fasti e gli agi della corte, ma da quando è nata sa che esiste un prezzo da pagare per il sangue reale che le scorre nelle vene. E così si sottomette, rinunciando a sé stessa per il bene del popolo normanno. Il matrimonio con Enrico si rivela fin da subito infelice, lui è rozzo, arrogante, feroce. Ma quando Costanza, dopo lunghi anni di attesa e di crudeltà, riesce finalmente a dare alla luce l’erede tanto desiderato, la sua vita si vota a lui e alla sua sopravvivenza. Federico, infatti, fin dalla nascita deve combattere contro potenti nemici dai quali, dopo la morte di Costanza, nessuno può più proteggerlo. Ma il “piccolo re”, forte dell’affetto del popolo di Palermo e dell’indomito coraggio ereditato dagli avi normanni, riuscirà a salire ancora adolescente sul trono che fu degli Altavilla, realizzando il sogno di sua madre e guidando il regno di Sicilia verso uno splendore mai più ripetuto nel corso della Storia. 



Tu sei mio, solo mio, un Altavilla, come tua madre, tuo nonno Ruggero, il tuo antenato Roberto. Diventerai forte e bellissimo, nobile e generoso. Di te parlerà il mondo intero 





sabato 24 maggio 2025

dalla libreria di casa Gruppo MARCUSE Miseria umana della pubblicità Il nostro stile di vita sta uccidendo il mondo







Titolo originale: De la misère humaine en milieu publicitaire Traduzione dal francese di Azzurra Lugari © 2004 Éditions La Découverte © 2006 Elèuthera 


Gruppo MARCUSE

Miseria umana della pubblicità

Il nostro stile di vita sta uccidendo il mondo

Edizioni Eleuthera  anno 2006


Siamo sottoposti a un bombardamento quotidiano di migliaia di messaggi pubblicitari che hanno ridotto lo spazio pubblico a un catalogo pubblicitario. Il budget mondiale del settore supera ormai i 500 miliardi di euro. Perché tanto denaro, tanto talento, tante energie sono consacrati alla pubblicità? Perché la crescita infinita è essenziale per l'economia capitalista.

Compito strategico della pubblicità è trasformare la propaganda industriale in voglia di consumare e così consentire l'attuale bulimia di merci. Fino a invadere - e stravolgere - alcune sfere vitali della società come i media, la salute e la stessa democrazia, («l'atto elettorale è un atto di consumo come un altro», affermano i pubblicitari). Fino a quella devastazione della società e della natura che è sotto gli occhi di tutti e che ha dato vita ai nuovi movimenti anti-pubblicitari e per la decrescita.


https://www.peacelink.it/mediawatch/a/17332.html

Il Gruppo MARCUSE (Movimento Autonomo di Riflessione Critica a Uso dei Sopravvissuti dell'Economia), costituito da giovani sociologi, filosofi, psicologi, medici, è attivo in Francia, dove da alcuni anni sono nati, sulla scia del situazionismo, nuove tendenze e nuove sensibilità di critica libertaria. I MARCUSE vi si inscrivono, con una strizzata d'occhi alla Scuola di Francoforte.


Dall'Introduzione


L’effetto principale della pubblicità è la propagazione del consumismo. Basato sull’iperconsumo, questo stile di vita riposa sul produttivismo, e dunque implica lo sfruttamento crescente delle persone e delle risorse naturali. Tutto ciò checonsumiamo comporta meno risorse e più scarti, più nocività e più lavoro depauperante. Il consumismo porta così alla devastazione del mondo, alla sua trasformazione in deserto materiale e spirituale: un ambiente dove sarà sempre più difficile vivere e sopravvivere in modo umano. In questo desertoprospera la miseria fisica e psichica, sociale e morale.Gli immaginari tendono ad atrofizzarsi, le relazioni sono disumanizzate, la solidarietà si decompone, le competenze personali diminuiscono, l’autonomia sparisce, i corpi e le menti vengono standardizzati. La miseria umana della pubblicità è, dunque, sia questa vita impoverita che esalta una pubblicità onnipresente, sia la miseria degli ambienti pubblicitari stessi, che illustrano in modo caricaturale l’impoverimento morale di cui soffre la società mercantile. Per questo motivo citeremo abbondantemente idiscorsi di vari pubblicitari. Il cinismo – di cui alcuni menano vanto fa parte a tal punto del loro «folclore professionale» che, ad esempio, nessuno osa contestare la descrizioneromanzesca che ne fa Frédéric Beigbeder. Secondo FrançoisBiehler, pubblicitario sempre in servizio, essa è «rigorosamente esatta». Come può giustificare la sua professione, allora? «La pubblicità serve anche a rilanciare i consumi». I pubblicitari stessi non negano che ciò implica una buona parte di manipolazione. E cosa significa manipolare qualcuno, se non fargli fare qualcosa che non avrebbe mai fatto spontaneamente, come rinnovare inutilmente merce futile e nociva? Come diceva Machiavelli, il fine giustifica i mezzi. Biehler deve quindi ritenere tollerabile questa manipolazione, in quanto si compie in nome di un fine eminentemente consensuale: «Rilanciare i consumi e far funzionare l’economia, il che, a priori, non è condannabile» Ecco che si tocca l’assioma che viene sotteso nella schiacciante maggioranza dei discorsi sulla pubblicità: è bene, anzi necessario, stimolare la Crescita, questa Vacca Sacra invocata in coro da tutti i politici, questo Messia del quale si acclama il ritorno. Se si accetta il dogma fondante dell’economicismo, pregiudizio che quasi nessuno contesta malgrado i suoi effetti disastrosi sulle nostre vite, allora la pubblicità è effettivamente indispensabile, tanto che diventa difficile metterla in discussione



Il Libro è ora scaricabile senza oneri al seguente link

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venerdì 31 gennaio 2025

ancora per buone pratiche di sopravvivenza:"Ma il Diavolo era talmente stanco da lasciar tutto agli uomini, che sapevano fare meglio di lui." "Il cavaliere e la morte" - Leonardo Sciascia



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L’olocausto di cui nessuno vuole parlare: 31 gennaio 1876, gli Stati Uniti istituiscono i lager per gli Indiani (le riserve) allo scopo di attuare la loro “soluzione finale” !!



Il 31 gennaio 1876 gli Stati Uniti ordinano ai Nativi Americani di trasferirsi nelle riserve.

Quasi tutte le tribù erano state decimate, sconfitte e massacrate. La distruzione dei bisonti avevano privato delle fonti di sostentamento i veri Americani.

Le riserve furono prima dei campi di rieducazione, poi dei ghetti, infine delle isole di residenza, dove gli indiani d’America potevano mantenere le loro usanze. Ma solo a parole. Non avevano diritto al voto (acquisito solo nel 1924). Nei campi i Veri Americani venivano perseguitati e assassinati, spogliati di tutto. Le riserve di terre infertili o discariche o terreni contaminati. Alcuni gruppi di Nativi Americani furono addirittura “trasferiti” in nuove riserve ricavate in discariche di scorie nucleari.

Si è tentato di tutto per azzerare questo popolo e non solo nell’800.

Solo tra il 1940 e il 1980, il 40% di tutte le donne nelle riserve indiane sono state sterilizzate contro la loro volontà dal governo degli Stati Uniti! In pieno secolo XX, gli USA hanno messo in marcia un piano di sterilizzazione forzata delle donne native, chiedendo loro di firmare formulari scritti in una lingua che non comprendevano, minacciandole del taglio dei sussidi o, semplicemente, impedendo loro l’accesso ai servizi sanitari.

Gli USA sono stati fondati sul genocidio di milioni di Nativi. Ma di questo Olocausto non dobbiamo sapere niente !!

Un genocidio è la metodica distruzione di un gruppo etnico, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, religiose e culturali. Proprio quello che gli invasori bianchi hanno fatto ai nativi Americani.

Come può una nazione, dunque, che si definisce modello, per antonomasia, di democrazia e libertà, ergere il proprio edificio su un genocidio? E i piani superiori del palazzo? Quelli innalzati lo scorso secolo (l’unico Paese ad aver sganciato una bomba nucleare contro un nemico, peraltro già sconfitto) e, questo, attraverso l’esportazione della democrazia, sotto forma di missili?

Sono muri dipinti col sangue. Muri dai quali urlano altri figli senza padri, altri figli senza madri e altre madri senza figli. In nome, ancora una volta, della democrazia e della libertà.L’olocausto di cui nessuno vuole parlare: 31 gennaio 1876, gli Stati Uniti istituiscono i lager per gli Indiani (le riserve) allo scopo di attuare la loro “soluzione finale” !!


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"Noi siamo abituati a dare a parole come "silenzio" e "solitudine" un significato di malinconia, negativo. Nel caso della lettura non è così, al contrario quel silenzio e quella solitudine segnano la condizione orgogliosa dell'essere umano solo con i suoi pensieri, capace di dimenticare per qualche ora "ogni affanno".

- Corrado Augias, "Leggere. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi"

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Le Droit Humain in Belgio

Partecipare ad un'iniziazione nella loggia Le Flambeau-Raoul Waroqué a Morlanwelz è qualcosa di eccezionale. Una volta all'anno, la loggia inizia i Profani, in questa caso cinque nuove Sorelle. Di fronte a quasi 200 Fratelli e Sorelle provenienti da varie logge del Droit Humain, dal Grande Oriente del Belgio e dalla Gran Loggia del Belgio, l'iniziazione è stata condotta al suono di una colonna d'Armonia dal vivo, con pianoforte, violino, violoncello, clarinetto, flauto e voce sotto lo sguardo dell'ex Venerabile Maestro della loggia posto per un anno all'Oriente accanto al nuovo Venerabile Maestro. L'evento è stato arricchito da brani cantati da Fratelli e Sorelle delle varie Obbedienze.

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Leggenda dei giorni della Merla
29- 30- 31 gennaio
Era la fine del mese di gennaio e faceva un gran freddo, freddo come non si era mai sentito prima d'allora; tutto era coperto di neve, i prati, gli alberi, le case. I merli allora erano tutti bianchi, e quasi non si vedevano in mezzo a tutta quella neve.
E la merla continuava a guardare in giro, di qua e di la, perché non sapeva dove andare a posarsi per il freddo che faceva.
Finalmente vide un camino che fumava e disse al merlo suo compagno:
"guarda quel camino come fuma; entriamo a scaldarci"; e lui disse: "va bene, entriamoci".
Insomma, i merli entrarono nel camino e ci rimasero tre giorni e tre notti.
Passati i tre giorni la merla guardò fuori, vide che era spuntato nuovamente il sole e disse :
"usciamo".
Ma appena usciti si guardarono e la merla disse al merlo: "ma guarda come sei diventato nero!"; "eh, ma anche tu"~ rispose il merlo.
E da quel giorno i merli sono rimasti tutti neri, con il becco giallo e le zampine gialle, e gli ultimi tre giorni di gennaio, in ricordo di questo avvenimento sono detti "i giorni della merla"



"Ma il Diavolo era talmente stanco da lasciar tutto agli uomini, che sapevano fare meglio di lui."
"Il cavaliere e la morte" - Leonardo Sciascia


Domenica, maledetta domenica
Quando spararono sulla gente
Le urla di tredici martiri
Riempirono il cielo di Derry
Qualcuno di voi
Riesce davvero ad incolpare quei ragazzi?
Nessun soldato sanguinava
Mentre chiudevano le bare"
Così cantava John Lennon in Sunday Bloody Sunday, uno dei brani più famosi (insieme a quello omonimo degli U2), dedicati agli eventi del 30 gennaio 1972.
Gli anni Settanta furono uno dei momenti più drammatici per la questione dell'appartenenza dell'Irlanda del Nord al Regno Unito. Gli scontri tra i protestanti unionisti ed i cattolici repubblicani erano all'ordine del giorno, così come le marce e le proteste. Come quella che si svolgeva a Derry in quel giorno di gennaio.

https://www.facebook.com/cronacheribelli/posts/pfbid0Gp71Rk6wUH7BdKALRbJwdFVfaVNmdLseKndSYehSRCthTGAmVdvkBeyu8P3oYd1Cl





sabato 18 gennaio 2025

buone pratiche per sopravvivere : elogio del "simbolico", del "mito" e dell'affabulare"



Societas Hesperiana

in data 5 gennaio 2025 

COMPITALIA: ONORARE GLI ANTENATI


Si concludono oggi i tre giorni delle feste dei Compitalia, dedicate ai Lari Viali e Compitali, Antenati divinizzati posti a difesa degli incroci di campi e di strade, spiriti di chi ha abitato, coltivato, difeso ed amato le nostre terre prima di questa nostra esistenza fisica. A loro abbiamo portato i nostri doni e preghiere, perpetuando una tradizione immemoriale. 

I Lari si dimostrano benevoli con chi rispetta e onora la terra, battaglieri e feroci persecutori, invece, contro chi chi la disonora.

Ai Lari dei Crocicchi si offriva tutto l’anno, ed era spesso la gente umile di campagna, persino gli schiavi, a portare i suoi doni ai Lari e alle Lase, i buoni Antenati e le buone Antenate, secondo un rituale che andava oltre la tradizione romana e che si rispecchiava nelle pratiche delle altre popolazioni italiche e degli altri popoli d’Europa; anche i Germani, ad esempio, avevano cippi di confine dedicati agli Elfi e alle Disir, e proprio nei giorni successivi alle feste di Yule, analoghe ai nostri Saturnalia, vi portavano offerte. 

Durante le feste dei Compitalia, istituite da Servio Tullio, che si diceva figlio di un Lare egli stesso, e poi riformate da Augusto primo imperatore, si tributavano particolari doni ai Lari: si accendevano lumi agli incroci di strade e di campi, si portavano tazze di latte o di vino, si preparavano dolci di farro e miele e si ponevano sui cippi di confine teste d’aglio; queste erano dedicate a Mania, ninfa infera e madre dei Lari e dei Mani, i defunti, stessi, i due aspetti l’uno ctonio l’altro igneo dei Padri trapassati."


https://www.facebook.com/societas.hesperiana/posts/pfbid0E6Q3hL2mUGuBAizA14i1CsDJDRSwwsfQ8UUm6MZxKXTLez7J33nuDYu4sYpzbZpKl


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“Alcuni come il girasole”: la bellissima poesia di Kenneth White


Alcuni come il girasole

rivolgono il loro fiore al sole

alcuni fioriscono solo con l’oscurità

come il cereo

che attende la mezzanotte

o il convolvolo

che spiega

i suoi petali lunari

al tramonto del sole

forse la semplicità

dell’anemone di bosco

la sua serenità

il suo accesso diretto

all’energia del sole

e alla ricchezza della terra

avrebbero potuto evolvere

un cervello più pieno e più quieto

che l’urgenza dell’esistenza animale

dalla quale da sempre dipendiamo.


[Kenneth White]


Se ne è andato l’11 agosto 2023 il poeta scozzese Kenneth White. È morto nella sua casa di Trébeurden, in Bretagna, dove viveva da anni con la moglie Marie-Claude. Autore di una ricca opera, comprendente poesie, racconti e saggi, è stato il padre del concetto di “geopoetica”, termine coniato alla fine degli anni Ottanta, che si proponeva, attraverso la scrittura, di “ripristinare e arricchire il rapporto Uomo-Terra da tempo interrotto”.


https://www.festivaldellafiaba.eu/alcuni-come-il-girasole-la-bellissima-poesia-di-kenneth-white/


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INNO AL SOLE DI AKHENATON*

Magnifico risplendi tu. Sull’orizzonte del cielo, Tu sole vivente. Che determini la vita! Tu sorgi dall’orizzonte d’oriente. E colmi ogni terra della tua bellezza. Magnifico, grande e raggiante, alto sopra tutti i paesi della terra.

I tuoi raggi abbracciano le nazioni. Fino al termine di tutto quello che hai creato. Tu sei Ra quando raggiungi i loro confini. E li inclini per il tuo figlio amato. Sei lontano, ma i tuoi raggi sono sulla terra; sei nel suo volto, ma la tua via è inesplorabile.

Quando riposi oltre l’orizzonte occidentale, il mondo è immerso nelle tenebre, a somiglianza della morte. I dormienti sono nelle stanze. Con il capo velato e nessun occhio scorge l’altro.

Tutti gli averi che tengono sotto la testa vengono loro rubati. Non se ne accorgono. Ogni animale da preda è uscito dal proprio covile E tutti i serpenti mordono. L’oscurità è una tomba, la terra giace attonita, poiché il suo creatore è tramontato all’orizzonte.

Al mattino però eccoti di nuovo al di sopra dell’oriente E brilli come sole nel dì; scacci le tenebre e scocchi i tuoi raggi. Le Due Terre sono ogni giorno in festa, gli uomini sono desti e si levano in piedi, poiché tu li hai fatti alzare. Il loro corpo è pulito e hanno indossato abiti, le loro braccia si levano in preghiera al tuo sorgere la terra intera compie la sua opera.

Tutto il bestiame si pasce del proprio foraggio, alberi ed erbe verdeggiano. Gli uccelli hanno lasciato i nidi, i loro voli lodano il tuo Ka. Tutti gli animali selvatici stanno all’erta, tutto ciò che si agita e ondeggia nell’aria vive, poiché sei sorto per loro. Le grandi barche risalgono la corrente E poi la ridiscendono, ogni viaggio è aperto dal tuo sorgere. I pesci nell’acqua saltano dinnanzi al tuo apparire, i tuoi raggi penetrano nel fondo del mare.

Tu che fai germinare il seme nelle donne, Tu che procuri “il liquido” agli uomini. Tu che mantieni in vita il figlio nel corpo di sua madre. E lo acquieti così che le sue lacrime si asciughino - Tu, balia nel corpo della madre! - Tu che doni il respiro. Perché tutte le creature possano vivere. Quando il bimbo esce dal corpo della madre. E respira nel giorno della nascita, gli apri la bocca completamente e ti preoccupi di quel che a lui serve.


Al pulcino nell’uovo, Che già si fa sentire nel guscio - Tu concedi l’aria e lo fai vivere. Hai stabilito per lui il momento. Quando è tempo di rompere il guscio; ed esce allora dall’uovo per rispondere al termine fissato, cammina già sui suoi piedi, quando esce dall’uovo.

Quanto sono numerose le tue opere Che si nascondono allo sguardo, tu unico dio, del quale non esistono eguali! Hai creato la terra secondo il tuo desiderio, da solo, con uomini bestiame e ogni animale, con tutto quello che sta sulla terra, con tutto quello che si muove sui piedi con tutto quello che sta in alto e si muove con le ali.

I paesi stranieri di Siria e Nubia, e con essi la terra d’Egitto, hai collocato al posto dove si trovano e ti preoccupi dei loro bisogni, tutti hanno nutrimento e il termine della loro esistenza è stabilito. Le lingue sono diverse nei discorsi. E così pure i lineamenti; il colore della pelle è differente, poiché tu distingui i popoli.

Nel mondo sotterraneo crei il Nilo, e lo porti poi in superficie a tuo piacimento, per mantenere in vita gli uomini che tu hai creato. Sei il signore di tutti che per tutti si affatica, tu padrone di ogni terra che per te si schiude, tu sole del giorno, potente nell’alto! Tu mantieni in vita anche le terre più lontane, hai posto un Nilo anche nel cielo, perché possa giungere a loro, e infrangere onde sui monti, come il mare, e rendere umidi i loro campi con ciò di cui hanno bisogno.

Quando sorgi essi si risvegliano e rivivono per te. Crei le stagioni perché le tue creature si possano sviluppare. L’inverno, per dar loro frescura, il caldo dell’estate perché godano della tua presenza. Hai posto lontano il cielo per salire fino a lui. E osservare tutto quello che hai creato.

Sei unico quando sorgi, in tutte le tue forme di apparizione come Aton vivente, che brilla e risplende, lontano e vicino; tu crei milioni di esseri da te solo - Città, villaggi, e campi coltivati, ruscelli e fiumi. Tutti gli occhi si vedono di fronte a te, quando ti levi sulla terra come sole del giorno.

Quando tramonti, il tuo occhio non è più qui, quello che tu hai creato per loro, così non vedi te stesso come unico, ciò che hai creato - anche allora resti nel mio cuore e non c’è nessuno che ti conosce al di fuori di tuo figlio Neferkheprure Uanre al quale hai fatto conoscere il tuo essere e la tua forza.

Il mondo sorge al tuo cenno, come tu lo hai creato. Quando ascendi nel cielo essi vivono, quando tramonti, essi muoiono; sei il tempo stesso della vita, tutti vivono per te. Gli occhi posano sulla bellezza fino a quando non scompari, ogni opera viene tralasciata quando declini ad occidente. Colui che si leva rafforza ogni braccio per il re E ogni piede si affretta.

Da quando hai creato il mondo, lo fai sorgere Per tuo figlio che è nato dal tuo corpo, il re del duplice Egitto, Neferkheprure Uanre, Figlio di Ra, che trae vita da Maat, il signore del diadema, Akhenaton, grande nella sua esistenza, e la grande sua sposa e regina, che egli ama, la signora di entrambi i paesi, Nefertiti, che è piena di vita e giovane per tutta l’eternità.


https://ridotta.blogspot.com/2020/12/inno-al-sole-di-akhenaton-e-il-salmo-104.html

* faraone egizio della XVIII dinastia. Regnò per 17 anni[12] e morì probabilmente tra il 1336 a.C.[5] e il 1334/1333 a.C.[2]

È celebre per aver abbandonato il tradizionale politeismo egizio a favore di una nuova religione di stampo enoteistico, monolatrico[13] (che mantenne, cioè, la credenza in più divinità pur adorandone una sola[14]) o pseudo-monoteistico[N 2], introdotta da lui stesso e basata sul culto del solo dio Aton, il disco solare


https://www.associazionearcheosoficaroma.it/inno-al-sole/


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Giuliano Imperatore: inno al sole, nella ricorrenza del solstizio d'Inverno


Canto la gloria del risplendente Dio del Sole,

la bellissima progenie del possente Giove,

Colui che, attraverso la vivificante fonte solare,

nella sua mente creatrice nascose

la forma di una triade di splendidi Dei solari;

da cui le multiformi forme del mondo emersero

dalla mistica tenebra nella magnifica luce,

perfetta e ricolma di beni della sfera intellettiva.

Salve a te! Dio oltremondano della luce divina,

l’immagine più bella del bene sconosciuto:

poichè, come la luce procede dall’Uno,

il Dio degli Dei, il fiore senza paragone della bellezza,

gli Intelligibili, con occulti raggi divini,

illumina; così dai raggi di Apollo,

esultando glorioso grazie al potere dell’armonia,

il mondo della mente è colmato in esuberanza di luce che eleva,

il Sole visibile largamente diffonde attraverso il mondo dei sensi,

una luce che tutto genera, bella e divina.

A Te, come Apollo luminoso, appartiene l’unire

la moltitudine in unità,

e molte nature generare da una sola;

con vigore nella tua essenza riunire

i differenti livelli delle forme secondarie;

e attraverso una perfetta unica natura essenziale (natura/principio)

combinare tutte le varie essenze e i poteri della generazione.

Ti è proprio, tu esente dalla molteplicità, ispirare nelle forme subordinate

la verità profetica; poichè verità e pura semplicità sono un’unica cosa;

del preservare il potere incorrotto la tua essenza libera è la fonte.

Celebri mistici poeti dei tempi passati, in canti sacri,

ispirati da Te, come il Signore che scaglia la freccia

costantemente ti invocavano, come Colui dall’irresistibile dominio

poichè i tuoi raggi colmi di forza colpiscono come frecce,

e completamente, tutto ciò che il mondo privo di misura

contenga di oscuro o privo di ordine, Tu distruggi.

E infine la tua rivoluzione circolare è il segno del movimento

che armonizza in uno le varie nature di questo possente Tutto.

Dunque, la tua prima monade luminosa, oh Dio illustre,

enuncia la verità e la luce intellettuale;

quella luce che, nell’essenza degli Dei,

sussiste con raggi unficati e non conosciuti.

La seconda distrugge tutto ciò che è confuso;

e dalla tua terza l’universo è legato con perfetta simmetria e retto consenso,

attraverso splendide cause e un potere armonico.

Aggiungiamo che alla tua essenza, fra gli Dei mondani,

è assegnato un ordine sopra-mondano,

un non generato e supremo potere di comando

su tutte le categorie delle forme generate,

e nei sempre fluenti reami dei sensi

un’ intellettuale dignità di dominio.

Ti appartiene un doppio avanzamento-

uno in congiunzione con gli Dei mondani,

l’altro soprannaturale e sconosciuto:

poichè quando il Demiurgo creò il mondo

Egli fece nascere una luce nella sfera solare,

non simile allo splendore delle altre sfere celesti,

tratta dai più occulti recessi della sua natura,

un simbolo perfetto delle forme intellettuali,

apertamente annunciando, con il suo splendore,

in ogni angolo di questo incredibile Tutto,

la solitaria e arcana essenza

di tutti i sovrani Dei sopramondani.

Perciò infatti, quando i tuoi raggi adornarono il mondo,

gli Dei mondani furono rapiti dalla tua vista;

così attorno alla tua orbita, con zelo emulativo

e sinfonia divina, Essi desiderarono danzare,

e cogliere ogni abbondanza dalla tua fonte luminosa.

Attraverso il tuo calore manifesto tu spingi in alto

le nature corporee dalla pigra terra,

ispirando un vivido potere vegetativo;

attraverso una natura segreta e divina,

liberi dai basici legami della materia,

attraverso una natura inerente nei tuoi raggi che tutto generano

Tu porti all’unione con la tua forma meravigliosa

le anime esaltate che negli oscuri domini della materia

terribilmente lottano per rivedere le dimore luminose:

Tu colmo di bellezza, dai sette raggi, Dio sopramondano!

La cui mistica essenza segretamente emette le splendide fonti della luce celeste.

Poichè fra i sosvrani Dei sopramondani

un mondo solare e una luce assoluta esiste,

una luce che brilla come la fertile monade,

superiore ai tre mondi.

Sacri antichi Oracoli, così dissero, che la Tua orbita gloriosa

al di là della sfera delle stelle e nell’ultimo reame dell’etere ruota.

Ma nel tuo cammino, armoniosamente divino, la tua orbita

quattro volte attraversa questi mondi;

così rivelando (mostrando) dodici poteri di Dei luminosi,

attraverso dodici divisioni della zona obliqua.

Ancora colmo di forza creativa, ciascuna dividi in tre di differente livello.

Così, dalla quadruplice eleganza e grazia dei tempi e delle stagioni,

generate dal tuo percorso, l’umanità riceve un triplo beneficio,

il perenne dono delle Grazie che muovono in circolo.

Dio che tutto concedi, Tu che liberi l’anima

dalle oscure catene corporee della genesis,

assisti la tua stirpe, conducila sulle ali del pensiero,

al di là della stretta delle terribili (illusive) mani della Natura,

rapida nell’ascendere, per raggiungere il tuo mondo incantevole.

Il sottile abito della mia anima perfeziona,

eterea, salda e colma di luce divina,

il suo antico carro da Te assegnato;

nel quale avvolta, attraverso il cielo stellato,

spinta dall’impulso del folle desiderio,

ella precipitò fino a che, le sponde del Lete,

preda dell’oscurità, infelice, raggiunse,

e perse così ogni conoscenza del suo stato precedente.

Oh migliore degli Dei, daimon perfetto, dalla corona fiammante,

sicuro rifugio della mia anima nell’ora del dolore,

il porto paterno nelle dimore luminose,

ascoltami e libera la mia anima dalla punizione,

la punizione che è dovuta agli errori passati,

a causa dell’oscurità del Lete e del desiderio mortale.

Se per lunghi anni sarò condannato a rimanere in questi terribili domini

destinato all’esilio dal reame luminoso,

oh, concedimi presto i mezzi necessari

per raggiungere quel bene che la solitudine concede

alle anime che emergono dalle onde dolorose

del flutto impetuoso ed oscuro dell’illusoria materia.

Così che, ritirandomi dal gregge volgare

e dall’empio discorrere dell’era presente,

la mia anima possa trionfare sui mali della sua nascita;

spesso a Te congiunta in dolcissima unione

attraverso un’energia ineffabile, possa elevarsi

al di là delle più alte forme sopramondane

e nel luogo supremo contemplare,

emergente dalla profondità intelligibile,

la trascendente, solitaria bellezza del Sole.


Traduzione di Laura Mainardi


https://luigi-pellini.blogspot.com/2017/12/giuliano-imperatore-inno-al-sole-nella.html


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La religione degli Egizi nei “Testi per uscire al giorno” (1^ parte) – Piervittorio Formichetti





Oh Residenza di Unnut, io esisto come Falco in essa.

Io sono in essa come un grande tra i Glorificati.

Io sono tra le Infaticabili Stelle.

Il mio nome non sarà distrutto! […]

Io esisterò con voi, io vivrò con voi:

io sarò amato da voi più che i vostri dèi.


Libro per uscire al giorno [Libro dei Morti], Formula CXLI


https://www.paginefilosofali.it/la-religione-degli-egizi-nei-testi-per-uscire-al-giorno-1-parte-piervittorio-formichetti/


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La religione degli Egizi nei “Testi per uscire al giorno” (2^ parte) – Piervittorio Formichetti


capitolo XXXIX, intitolato Formula per respingere il serpente Refref nella Necropoli


Arretra!, Camminatore che viene respinto, proveniente da Apep [drago-serpente mitologico]! Sii sommerso nel lago del Nu, nel luogo stabilito da tuo padre per la tua distruzione. […] Arretra! Si distrugge il tuo veleno! Ra ti ha abbattuto e la tua testa è rovesciata dagli dèi […] mentre Maat ha ordinato la tua distruzione. […] O detestato da Ra, […] Non provenga alcuna cattiveria contro di me dalla tua bocca in ciò che tu fai a me!




https://www.paginefilosofali.it/la-religione-degli-egizi-nei-testi-per-uscire-al-giorno-2-parte-piervittorio-formichetti/


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Il tragico lieto fine dei Promessi sposi


Molti di noi avranno sicuramente letto I promessi sposi e certo ci ricorderemo del finale felice per i nostri protagonisti, dove, dopo essersi finalmente stanziati a Bergamo, riescono a vivere in tranquillità e far crescere i loro pargoli in modo tranquillo – ovviamente raccontando ai figli il sugo della storia da loro vissuta. 

Tuttavia, l’intento di Manzoni non era quella di un lieto fine all’interno del suo romanzo. Ciò è facilmente ravvisabile dalla struttura a stampa dell’edizione da noi ora letta a scuola, ovvero la Quarantana (nome generalmente affidato alla seconda edizione del 1840), dove, immediatamente dopo il “lieto fine” del romanzo, compariva il frontespizio della Storia della colonna infame, come appendice all’opera.


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LA SIMMETRIA DELL’ORCHIDEA-- LORENA QUARTA

Ricerco le simmetrie,

le assolute rispondenze,

come se l’ordine delle cose

regalasse un ordine interiore

che non arriva con l’esperienza.

Ammiro la sfrontatezza

di una splendida orchidea

e ne invidio la perfezione.

Ma lei un giorno sfiorirà,

mentre io continuerò

a essere imperfetta.

https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/2025/01/16/la-simmetria-dellorchidea-di-lorena-quarta-eretica-edizioni-a-cura-di-patrizia-baglioni/?fbclid=IwY2xjawH4_NlleHRuA2FlbQIxMQABHVkdjz-1aVTCj2mo7mCTSDeg-WnF5rzL4OWCvU10pOmkcUIar0taBZfCmw_aem_2M3X0nSeJpAB7uZnOeUUiw

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Mai avrei immaginato di provare quel tipo di desiderio.… Forse non si trattò di un vero e proprio desiderio bensì di una chiamata. Fece breccia nella mia proverbiale propensione alla solitudine. Una voce si affacciò: la sua. Aveva le fattezze di una bambina. La battezzai Da, perché nel mio paese significa sì.” …aveva compreso che il cielo non era nient’altro che una specie di carta da parati, una membrana sulla quale si susseguivano il sole e la luna, le nuvole e le stelle. E dietro c’ero io: la Tigre. O piuttosto la Madre di tutte le tigri”.

Così dal grande abete siberiano in cui aveva la sua tana, la Tigre, che la bambina chiamerà Surava, viene catapultata su un banco di scuola e poi sul pavimento di un’aula scolastica, nella quale il 10 marzo del 1972 una bambina miope, con la coda di cavallo, ossessionata dall’origine delle cose, sta scrivendo di lei, della tigre, che lo scopre compiaciuta (“La cosa, lo ammetto, mi fece un certo piacere”)

Con questa modalità fiabesca, simbolica ed ironica insieme, prende avvio il romanzo d’esordio di Wanda Luban (Alter Ego Ed ) in ordine cronologico, stilista, giornalista e psicoterapeuta jungiana.

https://giulianocastigliego.nova100.ilsole24ore.com/2024/12/22/gli-artigli-di-dio/

paragrafi della recensione citata

Tigre e sciamanesimo 

Realtà psicologica e storica

Dimensioni onirica e simbolica predominanti 

Sogni ed archetipi 

Lasciarsi andare per ritornare alle origini