Alessandro Bergonzoni: “Disconoscere sovrumanum est”
Migranti, suicidi in carcere, soprusi. Lo sfogo dell’attore e drammaturgo. Alla sua maniera
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E allora continuo a disertare. Non solo da ogni guerra in corso, passata, presente e futura, ma a disertare da uomo: voglio diventare qualcos'altro da quello che significa questa “parola”, da ciò che vedo, subisco, mando giù e costringiamo altri ad ingoiare, rospi che non siamo altro.Cristo non si rifarebbe più uomo per (il) niente al mondo. Adesso toccherebbe a noi: (re)incarnarci, nell'Uomo, anche se ora come mai, potremmo e dovremmo tornare Dei di noi stessi, noi divinità sovrumana, dato che ciò che siamo, non è né l’uno né purtroppo l’altro.
Di pancia, che si, va dal torace al bacino comunque zona detta “vita”, ma comprendendo anche ventre, dove si tengono in grembo nuove esistenze, e dove c’è, in soccorso o insieme al primo cervello, il secondo cioè l’indestino; di “pancia” dicevo, ho molta voglia anche di disconoscere.Disconoscere ogni mia fraternità paternità autenticità veridicità eternità nei confronti .Di quelle trasmissioni (di contagi) che altro non trasmettono; non voglio più conoscere quelle cravatte, i completi, gli orecchini, le riprese sulle scarpe décolleté e sui tailleur, sui trucchi pesanti, sulle labbracadabra a forme e reti unificate, sui partitismi appassiti, sulle inquadrature dal basso, dall'alto, del famoso conduttore (anche se il conduttore più importante di sempre é solo il rame), che intervista altri conduttori che lanciano le loro trasmissioni, con altri uguali, e coi comici di turno, perché si applauda a sfinimento e a comando, col capo claque anni sessanta, e risate forzate.
Non voglio continuare a conoscere altri sfondi sfondamentali, tra ninnoli, quadri, piante e sui libri, presentati ogni volta con le immagini in sottofondo di tutti i tipi di feriti, violati, o sciagure naturali e innaturali. Compagnia di giro sbraitante, messa sacrilega celebrata e decelebrata, da palinsesti settimi e ottavi con ennesimo mercato delle figurine o delle figuracce.Tra strilli ed urla, che non assomiglieranno mai nemmeno lontanamente a quelli dei lasciati annegare o dei rinchiusi, torturati nei Cpr, pure nelle nostre galere. Odio od audience? Social, Sms, Twitter, Instagram, Telegram e altri a-social, abens, minus abens… Belve, iene, capri espiatori, vacche magre, cinghiali, porcellum, cani salvati (loro sempre e ci mancherebbe), gattini e (premie)ratti…Diserto dai nauseabondi “Mi faccia finire”: infatti i migranti e i carcerati li facciamo finire di continuo: forse non li abbiamo visti partire ne arrivare ma solo perire….“Io non l'ho interrotta lei sì...” Infatti. Continuiamo ad interrompere l'esistenza di milioni di persone per cielo, per mare e per terra, senza mai pronunciare la parola “scusate”, “perdono”, o “mi vergogno”.
Il minuto d’oro? Ê quello dove si vende, altrimenti non ci si mantiene (e non si perpetra il serial infinito del restare in video), nolenti o volenti; dove si pubblicizza ogni cosa con ossessione, fino allo sfinimento di chi guarda e tace. Non sentiamo i rumori molesti delle litigate pagate, dei fuori onda, in contrasto con quelli “in onda”, che sprofondano nel mare, ma per ogni talk solo mar della cronaca e delle statistiche? (per questo si auto nominano tutti statisti?).Malati di ascolti ma i nostri stessi, non quelli di chi non sente ragione e viola, umilia, manganella, scaccia (bombardieremente) popoli dalla e della terra.
Non vedo più interesse agli ascolti di chiunque da anni si suicida e soprattutto suicidiamo in galera, o di chi chiede di riamar 'sta terra, tra crepe, crepati, laghi artificiali e dintorni allagati, tra raccoglitori da poco e di poco, che chiamiamo braccianti, finché non si amputano e diventeranno mai più neppur abbraccianti, (e se lo vedo, l’interesse, ha la durata del fatto appena avvenuto, della cronaca spicciola, pronta ad essere dimenticata e sostituita da altri avvenimenti del giorno con quella foga di chi ha avuto lo scoop per primo).
Ma non era d’oro il silenzio? Allora siamo ricchissimi... Lo è il silenzio di corridoio (raramente umanitario), lo è quello di certe fedi, di troppi governanti, di carceri e carcerieri, e di tutti i mafiosi d'ogni genere: delinquenzial- politico-industriale, appaltante lobbista europeo o mondiale, vera patologia pandemica reale.Ma non quella dei Reali, ma quella di tutti gli altri noi, veri e reali, non quella di un tessuto principe di Galles o delle sue spose barbose e trendy, ma quella di chi non si affaccia da nessuna carrozza per dire che ce la farà e che un tumore lo vincerà, tra una foto ritoccata e una parata, tra un outing di un famoso e l’altro. Si, sono re-torico, ma anche re-sponsabile e re-frattario ad una monarchia (più mona che archia), finita e sfinente, da tabloid in ghingheri del ben amato nulla, per esempio in una nazione “democratica” che detiene da cinque anni un Assange in cella di isolamento (però scandalizzata e irata per per un Navalny buttato in Siberia e avvelenato), che vuole mandare in detenzione in Ruanda “reali” esseri umani, che chiedono di non essere sudditi di paesi dittatoriali, né schiavi in terra d’accoglienza, che li dovrebbe vedere ospiti graditi o almeno “empatiti”, di ritorno da un colonialismo irreale più che Reale.
Ma gli “ospiti” per antonomasia son ancora e sempre quelli a cui le televisioni fanno ponti d’oro per battibeccarsi, apparire, e far sparire chi chiede, chi scongiura di non farsi più abusare . E il permesso di soggiorno resta un sogno-incubo per chi ne avrebbe diritto e per noi, che abbiamo il dovere di realizzarlo, non concederlo come un favore.Ma intanto diamo il diritto-piacere di salotto in tutte le tv a chiunque, non quello di soggiorno, umile o minore, agli aventi diritto; diamo il permesso di cucina ai cuochi fatui e solo il diritto di cantina a lavoratori asiatici o in nero, per chi produce merce firmata a costo, sicurezza, zero.Un bel calcio che certe nazioni (anche europee) come la nostra, fatta appunto a stivale, danno nel culo di chi non vale finché, ripulito ed educato ai nostri usi costumi e soprattutto divise, non diventi forza lavoro, da usare, nel bene e nel male.
Tutto è europeo: gli europei di calcio, che alienano l'attenzione dal concetto di patria e di bandiera, di fisico, di eroi, di campione (o meglio campioncino, di profumo, di denaro), di squadra e vittoria tra agonismi e agonie.Italia Albania, chi vincerà, mi han chiesto tempo fa; so solo che perderemo: uomini nel campo di detenzione, colpevoli di niente, perderemo la faccia (quale ormai? Di guance da porgere ne abbiamo due, di faccia una sola: persa quella restiamo quello che siamo, cioè di una sfacciata inumanità).Perderemo pietà, compassione, tenerezza, dignità, tutte “squadre” che si classificheranno nella serie A dei campionati dell’immondo, e noi i loro Ct.Nessuna piattaforma invece ci fa più vedere in diretta gli “europei di calci”, per l'arrivo in massa dalla “rotta”, come una testa e una gamba, balcanica dell'Avergogna.“NaveMaria Piena di oblò, guarda bene se vedi qualcuno che per una legge di morte non salverò”.
“NaveMaria piena di grazie, quei grazie di chi non annegheremo ma in terra porteremo, proteggi”.Siamo, quando va bene, un branco di efficienti, ma incapaci d’esser pazienti, competenti, compatenti, pensanti, immedesimanti nell’altro da noi: facciamo alcune volte la nostra professione, il nostro lavoro (sporco, buttando via sempre i bambini con l’acqua sporca che abbiamo prodotto e che faremo bere a loro), ma mai una anche piccola professione di “fede”, nei confronti di chi ci prega solo di non essere lasciato in balia di carnefici, magari vegani, “noleggiati” a caro prezzo da noi per carrarmare, trafficare, trattenere e non farceli vedere e per stare in pace ma non cercare mai la Pace.Umanità che non siamo altro, incapaci anche solo di brancolare nella luce, bombaroli, tombaroli, bancaroli, decimaroli, fregaroli, stracciaroli, vignaroli…
Sento già obbiettare: ci deve pensare la politica non l'informazione.Qualcuno riesce a distinguere le due cose ultimamente, a veder la differenza tra Camera e salotto, incontri di box e incontri al vertice? É che ci dobbiamo pensare tutti, sempre, perché si vota ogni giorno: quando si guarda una donna, un disabile, una madre orfana di madri, di mariti, di figli, un homeless, una morte bianca non più rara come una balena, ma quotidiana. Le donne che contano di più al mondo erano sulla copertina di una rivista: peccato non saranno mai quelle vere, Reali, che contano di più e davvero: che contano, dall’Afghanistan alla Siria, dalla Libia alla Russia, dall’Ucraina all'Iran, dalla Cina all'America, contano i loro parenti (di sangue ma non il nostro), che anzi non riescono nemmeno più a contarli tanti sono. Sì, parliamo sempre di futuro in ogni evento, eppure mai una volta di infinito, di eterno e di sterminato (unità dismisura) diventato stile d'estinzione continua e accettata.La nuova leva della politica?
Se non torna un Archimede, quella leva sommergerà il mondo, o lo solleverà sì, ma da ogni responsabilità, da ogni incarico, da ogni impegno, incapaci di essere il fulcro per sollevare questioni, irrimandabili. Oppure nuove leve, magari saranno quelle per far rifare il soldato, rimandare al fronte a farsi massacrare, per non sapere smettere di guerreggiare, sparare e far sparire.Cosa possiamo farci noi? Tutto! Mica possiamo portare il peso del mondo sulle spalle…Ma almeno di un qualsiasi Raimondo, di un Edmondo, un Sigismondo: li ho contati, e per esempio in italia con questi nomi, c’è ne sono più di trentamila, quasi il numero di morti in questi anni mesi, giorni, di palestinesi, ucraini, profughi e immigrati o detenuti: cominciamo da qui, magari con tutta quella bella moltitudine di studenti che riempie le piazze le università per le donne violentate, per la Palestina, ma mai, se non una minitudine, davanti ai naufragi e alle morie di Grecia, Calabria, Lampedusa, Sahara ,Messico Africa…
Non sono forse anche quelle vittime di guerra, fame, stragi, mine e miriade di raid all'ora?Aurora, dai, svegliaci.Gloria fatti da parte.Vittoria non ammalarci.Sua Sa(n)tità, che può e sa, continui a pregare non solo per noi, la nostra e sua salute, medititare sul fine vita per chi lo chiede, consapevole, tra atroci sofferenze, ma continui anche a far di tutto per convincere chi può fare una legge, sul non essere ammazzati, per chi non ci pensava neanche: milioni di bambine e bambini, di anziani che non vogliono finire l'esistenza in Svizzera, ma continuare a “vivere” nelle loro patrie (non solo galere), nei kibbutz, nelle chiese, nelle sinagoghe, nelle moschee, nelle scuole e negli ospedali da campo, quei campi profughi dove come fiori crescono in cattività poi vengono recisi, prima dalla falce umana e dopo, come un bilama, da quella della signora della morte, che magari lo fa almeno lei per compassione o pietà. La bomba atomica é già scoppiata nei nostri cuori spaccati da infarti muti, e da chissà quanto, nelle nostre anime , già fuse coi nostri cervelli e arse coscienze: cosa aspettiamo, che la “deterrenza” (parola che amputerei dal vocabolario, esistenziale, universale) smetta di servire come alibi, per sciogliere anche cielo, mare e terra, trattati, diritti, capelli, ossa, pelle e muscoli?Basta esserne consapevoli, non obbiettare, non ribellarsi a nulla.
Ma siccome non resistiamo a questo eccidio cosmico interiore ulteriore, allora possiamo dare il via a nuovi moti, non nuovi morti, per ricordare a chi detiene (e spesso dovrebbe esser lui detenuto) il potere, che con il nostro nuovo parere-volere, disconoscere, e non ultimo il nostro resuscitarci, non potranno più contare su tutti quelli che credevano di aver convinto, conquistato o messo a tacere, dopo la loro elezione parsa a tanti un po’ farsa.Uno vale uno? E mille? Mille valgono milioni anzi tutto!Perché l’economia, la finanza, oggi è basata sul conio del denaro con nuovi tagli “umani “:da 500 mila, morti, 100 mila, torturati, 50 mila, violentate, 10 mila, poveri, 5 mila e rotti, molesti dalla pedofilia. Tutti noi possiamo diventare nuovi agenti di “cambio (di dimensione)” e trasformare chiunque in “ valore” sonante, vivente, senziente, pensante, in sicurezza, senza rischi e con garanzia a vita.Utopia? Certo, incredibile ma non più impossibile e finalmente meravigliosamente creante.
Non so se e quando Dio, Allah, Maometto o chi si voglia venerare, ci giudicherà, non so quante vergini, angeli, purgatori e annessi danteschi ci (a)spettano, ma so che cosa ci dobbiamo intanto aspettare dalla terra e da certi di noi: una scossa di altitudo, beatitudo e magnitudo “forza tutto virgola tanto”.Il nostro organo di Protezione, non solo civile, ma febbrile, sociale, spirituale, culturale, ci invita alla campagna di prevenzione (non da prevenuti) ben più essenziale, rievoluzionaria ed epocale d'ogni campagna elettorale.Astenersi perditempo, perdivite, perdicoscienze, e intelligenze.E tutto questo di “pancia”Ps:“Poeticamente” invece, non visceralmente ,chiederei, fiumilmente, di non restar a guardare dalla riva i cadaveri passar, ma soccorrere questi trapassanti, per dar altra degna vita, mai più sepoltura, alle loro anime, in corpo mondo.
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dalla sezione documenti della newsletter "ristretti orizzonti" in data 29 Giugno 2024
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