sabato 8 aprile 2023

Santa ed Apocalittica Notte-Notte tra Sabato 8 Aprile 2023 e Domenica 9 Aprile 2023


Frasi e Aforismi by Apoftegma.it

” L’uomo veramente libero è colui che rifiuta un invito a pranzo senza sentire il bisogno di inventare una scusa.

(Jules Renard)*


*(Châlons-du-Maine22 febbraio 1864 – Parigi22 maggio 1910) è stato uno scrittore e aforista francese.Si professò dreyfusardo, repubblicano, anticlericale e socialista

https://www.sapere.it/enciclopedia/Renard,+Jules.html



venerdì 31 marzo 2023

torna la rubrica: Santa ed Apocalittica Notte- Notte tra il 31 Marzo 2023 e il 1 Aprile 2023-(aidòs: pudore e timidezza)






 ..."virtù dell'aidòs(pudore e timidezza) verso ogni presunzione di giungere ad una conclusione certa, che subito erge barriere dogmatiche o erge aspettative che ci pongano fuori dal mondo [...]Soltanto il vigile, problematizzante esercizio dell'io cosciente di sè e del mondo è in grado di raggiungere-nella solitudine-i piani più elevati di un'ascesi meditativa che si costruisca al di là di ogni metodica dottrinari. Perchè asseconda gli imprevedibili  eventi dell'esistenza: ricomincia, procede per intuizioni improvvise,costruisce il suo cammino strada facendo: nell'isolamento  cercato, si , ma mai nella ripulsa verso la gente comune.[...[non ambisce a ritirarsi in una sfera privata,individualistica, nell'autocompiaciuta ed estenuante ricerca di se stessi[...] E' questa infatti un'ascetica dell'indifferenza alle sorti del mondo; è una fuga dinanzi al male comune,  un rifugio e una tana protettiva contro le minacce e le contaminazioni delle vita: un modo di selezionare artificialmente, a priori, quanto nell'esistenza possa nuocere alla propria beatitudine ed imperturbabilità.(Duccio Demetrio Ascetismo Metropolitano -L'inquieta religiosità dei non credenti-Edizioni Ponte Alle Grazie  anno 2009- Introduzione pagina 16-pagina 18) 

sabato 18 marzo 2023

Coltivare l'ironia per buone pratiche di resistenza-- Giuliana Zimucci.:Dante e la catena di abbigliamenti ZARA



Dante's Inferno Plate IX: Canto III: Arrival of Charon, 1857 (Photo by VCG Wilson/Corbis via Getty Images)

"Credo che il reparto femminile di Zara il sabato pomeriggio sia ciò che più si avvicina a un girone delle bolge infernali. La fila di ragazze ai camerini prova sembra quella delle anime dannate che attendono di imbarcarsi sulle rive dello Stige. 

Dante aveva ragione. Svenire è sempre una buona idea." (Giuliana Zimucci.  via web)


e nei commenti  Massimo Scaglione ci ricorda  dal canto terzo dell'inferno


"La terra lagrimosa diede vento,

che balenò una luce vermiglia

la qual mi vinse ciascun sentimento;

e caddi come l’uom cui sonno piglia.


***

leggere anche 

Per un pugno di vestiti di Zara’: tre clienti in fila davanti ai camerini si prendono a schiaffoni

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/30/per-un-pugno-di-vestiti-di-zara-tre-clienti-in-fila-davanti-ai-camerini-si-prendono-a-schiaffoni/5852667/






domenica 12 marzo 2023

Coltivare l'ironia per buone pratiche di resistenza-.Hegel, "La fenomenologia dello spritz", a cura di Alberto Bevilacqua, Inaudi 2011






 Opera giovanile risalente al periodo di Tubinga. Alcuni studiosi ipotizzano una stesura a sei mani insieme a Schelling e Hölderlin, ma la verità è che nessuno aveva un chiaro ricordo di come fossero andate le cose: avevano iniziato la serata al baretto discutendo di idealismo, e quando avevano ripreso conoscenza tre giorni dopo, in un bordello di Stoccarda, il manoscritto era lì. Tema del saggio è il cammino del soggetto dalla lucidità mentale alla perdita di coscienza, mediante l'uso sistematico di alcolici: si comincia con qualche spritz, fino al venir meno della certezza sensibile e allo sdoppiamento della percezione tra l'in-sé e il per-sé (la cui opposizione è illusoria, ma per capirlo bisogna fare un altro giro). In un primo momento il filosofo crede di poter mantenere un perfetto autocontrollo (stoicismo), ma prima o poi smette di prendere sul serio il mondo e cade in preda a un riso incontrollato (scetticismo), che prelude alla sbornia triste (la famosa coscienza infelice). Dopo aver analizzato la perdita della ragione e le allucinazioni mistiche, nell'ultima sezione Hegel propone una ricetta miracolosa a base di zenzero, uova, miele e sottaceti, che permetterebbe di volgere il negativo nell'essere e andare a lezione di metafisica come niente fosse. 


giovedì 2 febbraio 2023

Coltivare l'ironia per buone pratiche di resistenza- STRAMBO, regia di Ted Kotcheff, USA 1982.


Strambo (Sylvester Stallone)è un giovane assegnista quarantenne, che ha appena trascorso un anno in Vietnam come Visiting Scholar, per studiare la ricezione vietnamita degli appunti delle lezioni inedite di Hegel.
Quando rientra negli Stati Uniti, Strambo va a salutare il suo amico Delmar, un profondo esperto della fenomenologia husserliana, che però gli comunica di aver abbandonato l’accademia: adesso lavora da Walmart, lo pagano meglio.
Disperato, Strambo comincia a girovagare per la città, portando il suo cv in tutti i fast food che trova aperti. Nel tragitto incontra lo sceriffo Will Teasle, che lo arresta perché diffida dei fricchettoni che parlano tedesco.
Verrà rinchiuso in una cella, dove un paio di sbirri scettici lo torturano per un’intera notte, ripetendogli a oltranza: la verità non esiste, il reale è banale, tesi-antitesi-protesi.
Una storia atroce, che è anche un gesto di accusa contro gli assoluti della ragione. E un dettaglio da non dimenticare: Stallone, per prepararsi al ruolo di Strambo, per sei mesi si è alzato all’alba a ripetere La fenomenologia dello spirito. Poi ha deciso di darsi alla boxe


***
E tra le recensioni segnalo

Sergio Neri

Alla fine del film, distrugge di noia il commissariato recitando a memoria l'intera critica della ragion pratica tradotta in esperanto.

domenica 15 gennaio 2023

Coltivare l'ironia per buone pratiche di resistenza-Martin Heidegger, "Che cosa significa pinzare?", Adelchi 2006 -


Dopo aver riflettuto sull'esserci, sulla temporalità dell'essere, sull'essere per la morte, sull'oblio dell'essere, sulla pastorizia dell'essere, sui sentieri, sulle radure e su quanto gli stavano sulle balle gli ebrei, Heidegger si accorse che nella sua sterminata produzione filosofica aveva trascurato di approfondire una questione. Lo capì in un bel giorno d'autunno del 1968, quando si accingeva a pinzare dei fogli che doveva portare al suo commercialista per il 730. In un gesto apparentemente banale si celavano in realtà problemi abissali: che cosa significava davvero pinzare? Unire ciò che in origine era separato, ridurre il molteplice all'uno. Era un atto reversibile? E se poi il commercialista avesse voluto staccare un foglio? Era possibile inventarsi un'etimologia a cazzo, tipo farlo derivare da "pin" e "zar"? E come funzionava la pinzatrice? Era giusto accettare acriticamente il dominio della tecnica? Non è che uno inizia con queste cose innocenti, e piano piano senza rendersene conto si ritrova intrappolato nel pensiero oggettivante? E se fossero finiti i punti, che cosa avrebbe fatto? Da questa serie di interrogativi nacque il presente saggio, che molti considerano il suo capolavoro definitivo; anche se alla fine si dimenticò di presentare la dichiarazione dei redditi e gli toccò pagare gli interessi di mora.