mercoledì 14 aprile 2021

Notte tra il 14/04/2021 e il 15/04/2021 Unsicherheit: il fenomeno dell'incertezza ai tempi della quarantena. In una parola: precarietà.


La misura della miseria – di Cristina Trinci

Si sporge in avanti
con le mani tremanti
per l’età che traballa.
Guarda in borsa,
tra le pieghe del portafoglio,
sperando di trovare ancora
il conforto della dignità.
“La schiacciata, un pezzo, per favore”.
La commessa cuffia in testa
e maniche arrotolate sulle braccia
si avvicina generosa.
“Quanto viene?”
Interrogativo che disarma
le migliori intenzioni.
La commessa abbassa le spalle,
abbassa gli occhi,
e pesa il fagotto.
“Un euro e cinquanta” risponde consolante,
ma è troppo anche quello
per le risorse messe da parte
da tanti anni, ogni mese un po’.
“Un po’ meno, per favore”.
La commessa sempre più piccola
nella divisa bianca e bordeaux
toglie una striscia
e la pesa di nuovo.
“Un euro e dieci” dice allora con il sorriso
di chi è al di là di un banco di roba da mangiare
davanti a chi non ha i soldi per comprare.
Con le rughe che le segnano la vita, dice allora:
“Si può fare novanta centesimi per favore?”
La rotella dentata trancia via
un’altra striscia
di speranza lesa.








Unsicherheit: il fenomeno dell'incertezza ai tempi della quarantena.

In una parola: precarietà.






Il Barione è una particella elementare composta da tre quark, la cui massa è molto maggiore di quella dell'elettrone (come protoni, neutroni e iperoni); più precisamente, denominazione degli adroni con spin semintero.
(blog Geometrika) 


Brillante teologo protestante, Verführer (seduttore) e non Führer era per lui Hitler. Disse che “solo chi grida per gli ebrei può cantare il gregoriano”.
Proprio così, a cosa serve il gregoriano, e qualsivoglia liturgia, se non si comprende dove sta il bene e dove il male?
Da che parte deve stare un credente lo testimoniò in più modi, in ultimo il #9aprile del ’45, morendo nel campo di Flossenbürg.
Dietrich #Bonhoeffer
(Paolo Rodari )







′Hanno intervistato il fondatore di Dubai, * Sheikh Rashid,* sul futuro del suo paese, lui ha risposto: ′′ Mio nonno camminava con il cammello, mio padre camminava con il cammello, io cammino in Mercedes, mio figlio va in Land Rover, e mio nipote andrà in giro in Land Rover, ma al mio bisnipote gli toccherà tornare a camminare con il cammello......”
Perché
′′ I tempi difficili creano uomini forti, gli uomini forti creano tempi facili. I tempi facili creano uomini deboli, gli uomini deboli creano tempi difficili."
Molti non capiranno, ma bisogna crescere guerrieri, non parassiti..." (Fondazione Mario Luzi)

"Gli scrittori costruiscono castelli in aria, i lettori li abitano e gli editori riscuotono l'affitto" Anonimo



Vitelloni, Neet, Selvaggi, Néné, Gaga, Dandy, nullafacenti, disoccupati, unitevi: l'efficienza, il produttivismo, il progresso saranno sconfitti da un esercito di fancazzisti (l'importante è che siano eleganti)
(L'Intellettuale dissidente )


In questi tempi difficili, è opportuno concedere il nostro disprezzo con parsimonia, tanto numerosi sono i bisognosi. ~François René de Chateubriand


martedì 13 aprile 2021

Notte tra il 13/04/2021 e il 14/04/2021 Omaggio a Piero Gobetti



„Lo Stato non professa un'etica, ma esercita un'azione politica.“


“Chi prega la solidarietà in astratto è maturo per diventare servo di corte.”





Siamo nel 1920 quando Gramsci affida, con sorpresa di tutti ed in primis della Redazione de "l'Ordine Nuovo", a Piero Gobetti la sezione di Critica Teatrale del giornale più comunista d'Italia



"Il fascismo è l'autobiografia della nazione"

"Le autorità...le  autorità..Non finiremo mai di irridere a questa espressione .E non già perchè siamo teorici  ed operatori di anarchismo, ma per quel  tono di disumana comicità che l'espressione contiene"


“Io seguo con simpatia gli sforzi degli operai che realmente costruiscono un ordine nuovo. Non sento in me la forza di seguirli nell'opera loro, almeno per ora. Ma mi par di vedere che a poco a poco si chiarisca e si imposti la più grande battaglia del secolo. Allora il mio posto sarebbe dalla parte che ha più religiosità e spirito di sacrificio.”


Non puo' essere morale chi e' indifferente. L 'onesta' consiste nell'avere idee e credervi. L' apatia e' negazione di umanita', abbassamento di se stessi, assenza di idealita'.



“In regime di stampa imbavagliata il vero articolista è il lettore: egli deve leggere tra le righe.”



lunedì 12 aprile 2021

Notte 12/04/2021-13/04/2021 Per questa notte Filosofia



State attenti: la nave è ormai in mano 

al cuoco di bordo, e le parole che 

trasmette il megafono del comandante 

non riguardano più la rotta, 

ma quel che si mangerà domani. 

- Søren Kierkegaard -


La banalizzazione della sofferenza, spacciata come un bagno catartico, è solo un nutrimento di bassissima lega per un pubblico sempre più affamato delle sofferenze altrui(Massimo Crispi )


Era la solita vecchia abitudine a teorizzare, a prendere posizione, a piantare la bandierina dell'identità e del riconoscimento di sé, per poi combattere strenuamente ogni oppositore senza pietà. E quando non esistevano argomentazioni di ordine scientifico, tutto si risolveva in termini di agilità mentale e di perseveranza.

Ian McEwan




'La differenza fondamentale tra le forme totalitarie e quelle tiranniche tradizionali è che il terrore non viene più usato principalmente come un mezzo per intimidire e liquidare gli avversari, ma come uno strumento permanente con cui governare masse assolutamente obbedienti.'
Hannah Arendt: Le origini del totalitarismo


"Il mio modo di filosofare mi ha abituato all'assoluta sincerità di chi si confessa con se stesso e mi ha piantato nell'animo questa convinzione, che il filosofo, il vero filosofo, non può parlare a' suoi simili se non appunto quello stesso linguaggio che egli usa nel segreto della sua più gelosa coscienza."

Giovanni Gentile, "La mia religione", 1943.


Occorre sbarazzarsi 

del cattivo gusto di voler 

andare d'accordo con tutti

Le cose grandi ai grandi

gli abissi ai profondi

le finezze ai sottili

e le rarità ai rari

(Friedrich Nietzsche)


La malvagità, si dice, la si sconta nell'altro mondo; ma la stupidità in questo.

(A. Schopenhauer)



«Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: 

"Cerco Dio! Cerco Dio!". 

E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. 

"È forse perduto?" disse uno. 

"Si è perduto come un bambino?", fece un altro. 

"Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? 

Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. 

Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: 

"Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! 

Ma come abbiamo fatto questo? 

Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? 

Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? 

Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? 

Dov’è che si muove ora? 

Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? 

Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati?

Esiste ancora un alto e un basso? 

Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? 

Non alita su di noi lo spazio vuoto? 

Non si è fatto piú freddo? 

Non seguita a venire notte, sempre piú notte? 

Non dobbiamo accendere lanterne la mattina?

Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla?

Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? 

Anche gli dèi si decompongono! 

Dio è morto! 

Dio è morto! 

Dio resta morto! 

E noi l'abbiamo ucciso! 

Come potremmo sentirci a posto, 

noi assassini di tutti gli assassini? 

Nulla esisteva di più sacro e grande in tutto il mondo, 

ed ora è sanguinante sotto le nostre ginocchia: chi ci ripulirà dal sangue? 

Che acqua useremo per lavarci? 

Che festività di perdono, che sacro gioco dovremo inventarci? 

Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? 

Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni?"».

Friedrich Wilhelm Nietzsche(La Gaia Scienza-L'episodio dell'Uomo Folle)


Quando il dibattito sulle idee e sui programmi inaridisce e la lotta si personalizza, siamo alla vigilia del satrapismo e la democrazia si appanna, muore per autoconsunzione”(Franco  Ferrarotti ) 


domenica 11 aprile 2021

Santa ed Apocalittica Notte tra 11/4/2021 e 12/04/2021 --


Rivolta e successiva deportazione degli ebrei nel ghetto di Varsavia. 27 di Nissan 1943.


Cade oggi il 60esimo anniversario dall'avvio del processo contro il criminale nazista Adolf Eichmann.
Un evento dal quale scaturirà uno dei libri più importanti del Novecento, "La banalità del male", scritto da Hannah Arendt.
(pagine ebraiche)

Odio gli indifferenti anche perché mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Antonio Gramsci


(Fabio Brotto--di venerata  memoria  R.i.P:)


AZZIMA מַצָּה (Matztzàh)! Il pane azzimo, לֶ֣חֶם עֹנִי (Lèchèm ‘òni) il PANE dell’AFFLIZIONE in ricordo della schiavitù (Deuteronomio 16,3)! Gli ebrei non vollero perdere un minuto in più in quella terra che li aveva tenuti schiavi e non ebbero il tempo di far lievitare il pane.il pane dell’“umiltà” che rifugge dal lievito che gonfia e ricorda la superbia del nostro “ego”!(Crescere con le radici delle parole ebraiche)



...e se prendessimo l'atomo d'oro, poi sull'orbitale con 32 elettroni tracciassimo un Sigillus....



La Netilat Yadaim è il lavaggio cultuale delle mani che si fa in diverse occasioni: la mattina appena alzati, prima di mangiare il pane, uscendo dal bagno e dal cimitero e in altri casi. Si prende un recipiente e riempitolo d’acqua si versa sulla mano destra e sulla sinistra per diverse volte. Il precetto è rabbinico, ma già nella Torà è previsto per i Sacerdoti che entravano nel Tempio per svolgere il loro servizio. La mattina e prima di mangiare il pane si recita anche la benedizione relativa sulla Netilat Yadaim.

(Centro Messianico Beth Yeshua)


"Nulla sapevo, sono entrato, e ho veduto le cose segrete" (Papiro di Nu, canto 116 - sec. XV a. C.)


Ogni giorno aumenta la trasformazione dell’ambiente (vivente o no) in oggetti creati dall’uomo. Questa trasformazione richiede energia. Ciò che viene trasformato a lungo termine diventa rifiuto. E andiamo verso il disastro. Che fare? Non c’è alternativa: ridurre, riutilizzare e riciclare. Come facevano i calzolai d’un tempo.

di Miguel Martinez


I ragionamenti, per Wittgenstein, possono essere delle ''tautologie'', ossie delle asserzioni le cui premesse sono false, e che di conseguenza faranno concludere le nostre inferenze in modo falso. Ma c'è un problema: come facciamo a capire se le premesse delle nostre inferenze sono vere? La filosofia, per Wittgenstein, ha una funzione terapeutica, che consiste nella cura dei ''bernoccoli'' dei nostri pensieri.

(La Nottola : sguardi di filosofia)


Il numero 26

Il numero 26 si trova tra due numeri: uno quadrato perfetto (25 = 5x5), l'altro cubo perfetto (27 = 3x3x3). Pierre de Fermat (matematico del Rinascimento) dimostro’ l’inesistenza di nessun altro numero tra un quadrato e un cubo, ciò gli fece dire: "Il numero 26 e’ un numero unico in tutto l’universo matematico".Da 26 dimensioni sarebbe composto l’Universo secondo la teoria delle corde non super simmetriche, nella teoria delle stringhe riferita propriamente alla teoria bosonica della meccanica quantistica.Il 26, nella tavola periodica degli elementi, corrisponde alla posizione del ferro (il numero dei protoni nel nucleo del ferro e’ 26).Sulle 26 lettere dell'alfabeto latino e’ basata la Tabella di Pitagora, la più famosa e la più usata, piu’ affine con la cultura e la sensibilita’ occidentali.26 sono i gangli del sistema simpatico del corpo umano e le 26 ossa della colonna vertebrale. Nel suo complesso, la colonna vertebrale, elemento che conferisce all'individualita’ la stazione eretta, e’ formata da 26 ossa: le ventiquattro vertebre vere piu’ le due conformazioni ossee corrispondenti all'osso sacro e al coccige, con cui termina la colonna vertebrale.Il peso medio di un neonato e’ circa due chili e sei etti, dunque 26 etti; 26 miliardi di cellule costituiscono anche il suo piccolo organismo pienamente sviluppato. Lo scheletro di un piede e’ formato da 26 ossa e lo scheletro umano e’ formato da 206 ossa e anche qui compaiono il 2 e il 6 e si può dire quindi che questi numeri interessano in vari modi il corpo umano e la vita stessa.Il numero 26 si trova per 2 volte, alla distanza di 13 cifre, nelle prime 26 cifre del numero chiamato Pi greco 31415926535897932384626433.Il numero 13 (26 ”diviso” 2) corrisponde all’arcano della Morte e la seconda morte nella Sacre scritture e’ la fine di tutto.Tra gli Ittiti se c'erano 26 soldati in difesa di un bastione, ne veniva chiamato un altro oppure uno veniva ritirato, perche’ il 26 era considerato numero nefasto per la guerra.Un'altra importante connessione la ritroviamo poi nella storia biblica. I patriarchi di cui parla la Bibbia, sono: Adam, Set, Enos, Kenan, Mahaleel, Jared, Henoch, Methusalach, Lamech, Noe’, Sem, Arpachsad, Salah, Eber, Peleg, Regu, Serug, Nahor, Tharah, Abraham, Jizchak, Jacob, Levi, Kahat, Amram e Moshe’.In tutto proprio 26 e questo numero si nasconde anche nel pronome personale "Sé", in ebraico " עצמו / atsmu", che si scrive con le lettere Ain-Tsde-Mem-Vau, valori numerici 70-90-40-6. Sommando ognuna delle cifre che formano questi valori abbiamo proprio 26: (7+0) + (9+0) + (4+0) + 6 = 26 (La solitudine dei numeri primi)




venerdì 22 gennaio 2021

Jean-Luc Picard " Sul concetto di giustizia ho riflettuto molto ultimamente. E perciò dico che non può esserci giustizia finché ci saranno regole assolute, perché la vita stessa non fa che proporci sempre nuove eccezion





"Poiché il diritto di ogni essere senziente a vivere secondo la sua naturale evoluzione culturale è considerato sacro, nessun membro della Flotta Stellare interferirà con lo sviluppo normale e salutare di una cultura o forma di vita aliena. Tale interferenza include l'introduzione di conoscenze, tecnologia, armamenti superiori in un mondo la cui società sia incapace di utilizzare saggiamente tali innovamenti. Il personale della Flotta Stellare non può violare la Prima Direttiva, neanche per salvare le proprie vite o le proprie navi, a meno che non agiscano per rimediare ad una precedente violazione o ad una contaminazione accidentale della cultura in oggetto. Questa direttiva ha la precedenza su tutte le altre considerazioni, e comporta la massima obbligazione morale".

- Prima Direttiva  della Flotta Stellare 


La Prima Direttiva - l'obbligo a non interferire con lo sviluppo delle società aliene non in possesso della velocità curvatura -  è chiaramente ispirata al principio del relativismo culturale. Nella sua formulazione classica, la prima direttiva fa riferimento un "diritto di ogni essere senziente [così sono chiamati i diritti umani nel mondo di Star Trek] a vivere secondo la sua naturale evoluzione". Tale diritto è considerato addirittura "sacro" - una parola usata raramente dalla Federazione!

La scelta di basare l'intera esplorazione sull'ideale di non interferenza è dovuta al profondo rispetto di Star Trek per tutto ciò che è 'altro' e sul rispetto verso il progresso evolutivo altrui. Se la Flotta stellare fosse impegnata in un'opera "missionaria" di "conversione" ai suoi principi di tutti i popoli che incontra, priverebbe la sua società pluralista di molti possibili apporti positivi. Per preservare il pluralismo è necessario rispettare le pluralità delle varie culture e permettere loro di svilupparsi senza interferenze. Forse allora sarebbe più corretto dire che la cultura di Star Trek è "pluralista", e come tale si avvale di un principio relativista, la Prima Direttiva, nei rapporti con le altre società.

Quando però guardiamo le puntate di Star Trek come spettatori sappiamo bene che se viene citata la prima direttiva, è segno che nel proseguio della puntata tale direttiva sarà violata. È noto che sia Kirk, sia Picard e altri comandanti hanno spesso violato la Prima direttiva e sempre per questioni di principio.

Ci sarebbero molte puntate di TOS che potrebbero essere citate, ma concentriamoci sulla serie The Next Generation visto che è andata in onda mentre si stava svolgendo il dibattito su universalità e relativismo culturale per quanto riguarda i diritti umani.

Nella puntata "Giustizia Sommaria" viene detto che Picard ha violato la Prima Direttiva ben nove volte. Si ritiene comunemente che questo sia accaduto nelle seguenti puntate: ne "Il giudizio" per salvare Wesley dalla condanna a morte; in "Missione di soccorso" per salvare i sopravvissuti di una nave caduti in un  mondo governato dalle donne e dove gli uomini sono cittadini di serie B; in "Amici per la pelle" quando Data ha fatto amicizia via onde radio con una ragazza di un pianeta che sta per distruggersi; ne "L'avventura del Mariposa" quando un popolo che aveva eliminato i rapporti sessuali riproducendosi per clonazione viene costretto a vivere con un altro popolo, i bringloidi, per poter sopravvivere; ne "Le insegne del comando" quando l'Enterprise impedisce a un vascello Sheliak di distruggere una colonia della Federazione insediatasi in un pianeta degli Sheliak; in "Prima direttiva" quando una missione di antropologi della Federazione viene scoperta dagli abitanti di un pianeta proto-Vulcaniani che finiscono con il credere che Picard sia un Dio; ne "I terroristi di Rutia" quando Picard e la Chrusher vengono salvati con un'azione di commando da un pianeta dilaniato da una guerra civile; in "Sorelle" quando un'azione di commando rischia di modificare gli equilibri di potere di un pianeta; e infine in "Primo contatto" dove la prima direttiva viene violata per salvare Riker che era in missione in un pianeta tendenzialmente isolazionista.

Come si può vedere in tutte queste puntate la Prima Direttiva è stata più volte violata quasi sempre per poter salvare la vita a qualcuno. Eppure in altre puntate la Prima direttiva viene rispettata fino in fondo, anche se questo comporta la morte di un intero pianeta, come in "Terra promessa" - dove però la direttiva viene fortunatamente violata dal fratello di Worf.

Com'è possibile questo duplice atteggiamento? Probabilmente puntate come "Terra Promessa" assolvono al compito di mostrare quanto possa essere disumana l'appplicazione integrale di un simile principio.

Analizziamo meglio la prima puntata in cui Picard viola la prima direttiva.

Nella puntata "Il giudizio" l'Enterprise approda in un paese idilliaco, dove gli abitanti, gli Edo, biondi e muscolosi (e un po' nazisti) sembrano vivere in perfetta armonia. Mentre gioca con altri ragazzi Wesley inavvertitamente … calpesta un'aiuola! Sgomento da parte degli Edo, che comunicano che la pena per l'aver infranto quella regola - qualsiasi regola - è la morte.

Picard non prende mai seriamente in considerazione l'ipotesi di permettere questa esecuzione ("Non è questo lo spirito della Prima Direttiva"). Ma una misteriosa e potentissima nave in orbita intorno al pianeta, ritenuta dagli Edo essere il loro Dio entra in contatto con Data e viene a sapere della Prima Direttiva. Come reagirà il Dio degli Edo di fronte a questa plateale violazione della loro stessa legge da parte dell'equipaggio dell'Enterprise? Il rischio è che la pena di morte sia applicata anche all'intero equipaggio …

Picard ovviamente salva Wesley, ma nel farlo ci tiene ad affermare che è necessario che capiscano perché impedirà l’esecuzione. Al Dio degli Edo Picard dice: "Sul concetto di giustizia ho riflettuto molto ultimamente. E perciò dico che non può esserci giustizia finché ci saranno regole assolute, perché la vita stessa non fa che proporci sempre nuove eccezioni" al che Riker commenta: "La giustizia è più che un insieme di regole scritte". Il "Dio" degli Edo concorda e li lascia andare via.

Anche la Prima Direttiva è qualcosa di più che una regola scritta.


sta  in

L'etica di Star Trek   Dr. Valentina Piattelli

http://valentina.duestrade.it/star_trek.html



giovedì 10 dicembre 2020

Con quella cravatta? Ma mi faccia il piacere !!!!

 



Si racconta  che  "Antonio Labriola abbia una  volta interrotto il giovane Enrico Ruta che si era presentato a lui come  filosofo,esclamando di rimando  "Filosofo? Con quella  cravatta? Non può essere "


"La parola non ha  senso fuori dal contesto, il contesto non ha  senso fuori dal discorso e il discorso non ha  senso senza e  fuori di un soggetto. Non ha senso,qualche  volta, se nel contesto di un certo discorso di un certo individuo non si  fa  rientrare la sua  cravatta"

 (Franco Lombardi- La posizione dell'uomo nell'Universo.-Istituto  di Filosofia della Università  Roma-Sansoni Editore  Firenze -settembre  1963  pagina 26)





lunedì 7 dicembre 2020

Compiti di un pensatore critico secondo il pedagogista Robert Ennis- altro Manifesto per resistere Insomma ancora elogio delle buone pratiche

Compiti di un pensatore critico secondo il pedagogista Robert Ennis



  1. Giudicare la credibilità delle fonti

  2. Identificare conclusioni, motivazioni e presupposti

  3. Giudicare la qualità di un argomento, incluso l'accettabilità delle sue motivazioni, presupposti e prove

  4. Sviluppare e difendere una posizione su un tema

  5. Fare domande appropriate per chiarire temi controversi

  6. Pianificare esperimenti e giudicare l'assetto degli esperimenti stessi

  7. Definire la terminologia in modo appropriato al contesto

  8. Avere una mente aperta

  9. Cercare di essere ben informati

  10. Tirare delle conclusioni se giustificate, ma con cautela